La Salute in Comune - 2014

Mamme affidatarie: un'esperienza d'amore

Per_crescere_c_e_bisogno_di_una_mano._Campagna_promozionale_sull_Affido_familiare_maxw300Sabato 28 giugno, sempre presso la Salute in Comune, si è parla ancora del tema del giorno, l’affido familiare.

Dopo aver ascoltato l’intervento della responsabile de La Casa dell’Affido Mercedes Gentile e dopo le testimonianze di Mohamed, Luca e Roberto (tre ragazzi in famiglie affidatarie), ecco il racconto di due donne e madri che hanno scelto di intraprendere questa emozionante e impegnativa esperienza come affidatarie di Roberta e Claudia (nomi fittizi per la tutela della privacy).

A seguire, i racconti di Amanda e Alina:

Amanda

Io e la mia famiglia ci siamo avvicinate a questo Progetto di affido proprio grazie alla pubblicità de “Mi presti la tua famiglia? La mia è un po’ in difficoltà”; un anno di affido con la piccola Roberta, un’esperienza difficile, dove fondamentale è stato il supporto psicologico. Io e la mia famiglia, compresa mia figlia Isabella di nove anni, abbiamo accolto Roberta e preso in carico il suo nucleo familiare: questo significa che il progetto prevedeva che i suoi genitori condividessero con noi momenti familiari, una volta al mese uscivamo insieme, c’erano incontri individuali (mio marito con il padre di Roberta, io con la madre), oltre a momenti da trascorrere congiuntamente, ad esempio andando a pattinare o cucinando.

Un’esperienza difficile ma che ci ha riempito il cuore, che rifarei e consiglierei!

Alina

Io mi sono imbattuta in questa avventura mentre stavo svolgendo il tirocinio di mediazione interculturale nell’Associazione Mondo Di Gioielli, dove mi è stato proposto un Progetto dal nome “Madri di Quartiere”, di cui sono diventata coordinatrice. Durante questo periodo è successo che la mamma di Claudia avesse bisogno di un aiuto esterno: Casa Affido, presso cui lavora Mercedes Gentile, si è rivolta a Mondo di Gioielli e io ho scelto di accettare la proposta di divenire madre affidataria: non ero spaventata, sono maestra presso una scuola elementare, oltre che mamma.

E’ stato un anno bello, la bimba aveva tre anni e con la madre siamo diventate amiche.

Un incontro di culture, perché io sono russa mentre Claudia è nigeriana: un’esperienza significativa anche per mio figlio, che non aveva avuto una sorella. Claudia è diventata un membro della mia famiglia, dormiva da me (la madre lavorava la notte e di giorno non riusciva a portarla all’asilo).

Il dialogo è stato fondamentale e tra me e la mamma di Claudia è nato un feeling da subito, abbiamo condiviso lacrime e sorrisi, insieme alla bambina. Un’esperienza che rifarei, che mi lascia un ricordo piacevole, che mi ha insegnato tanto, permettendomi di avvicinarmi ad un’altra cultura.

Madre di Quartiere – spiega Alina – è un Progetto che si realizza in zona San Salvario (Torino) e coinvolge me ed altre sette madri, ognuna originaria di un diverso Paese: Spagna, Francia, Congo, Russia, Italia, Romania, Moldavia. Siamo otto donne che non dispongono di una sede di lavoro fissa o di uno sportello presso cui recarsi, siamo noi che andiamo ad incontrare le persone in difficoltà, recandoci fisicamente davanti alle scuole, agli asili. Noi abbiamo studiato a fondo i nostri diritti, specie come donne straniere, e mettiamo a disposizione di chi avesse bisogno ciò che abbiamo imparato: ad esempio da chi recarsi per il permesso di soggiorno, o quali siano le eventuali novità sul territorio.

Incontriamo le donne, raccontiamo il progetto e diamo le informazioni, aiutando gli altri.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

Post precedente

Mi presti la tua famiglia?

Prossimo post

I ragazzi de La Casa dell'Affido

The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

No Comment

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *