La Salute in Comune - 2014

I Consultori familiari: in prima linea contro la violenza

lotoI consultori familiari sono stati istituiti nel 1975 e sono dedicati alla figura della donna, sia dal punto di vista ginecologico che da quello psicologico, sin a partire dall’adolescenza.

I consultori si occupano di contraccezione, di gravidanze interrotte, di gravidanze, di corsi di accompagnamento alla nascita, di informazione presso le scuole con lezioni di educazione sessuale e, ovviamente, presso i consultori è possibile essere visitate.

L’accesso è completamente gratuito.

L’AslTO1 comprende otto consultori, dislocati in tutte le circoscrizioni (in alcuni casi ve ne sono persino due, se la zona è molto ampia). Le figure professionali che operano in questi servizi sono molteplici: ginecologhe, ostetriche, infermiere ed uno psicologo.

All’interno dei consultori vi è un ambito dedicato all’attività di Prevenzione Serena, che in Torino è attiva dal 1992; vi è poi anche un centro d’ascolto per le donne vittime di violenza.

Cosa si intende per violenza?

La violenza è una realtà che purtroppo ha mille sfumature, che non solo lascia lividi ma che comporta anche conseguenze emotive. Vi è la violenza psicologica, riferita a frasi e parole che provocano malessere, ledendo la vita della persona, creandole disagio, facendo sentire la donna inutile e colpevole. Vi è anche la violenza economica, che riguarda il fatto che la persona può venire privata di qualunque necessità, mentre qualche altro membro della famiglia viene invece fornito di tutto, anche in eccesso (non vi è condivisione del bilancio familiare, si crea una discrepanza nella gestione del patrimonio della famiglia, provocando sofferenza).

Per fronteggiare queste dinamiche si è creata una rete consolidata, che permette di riunire competenze diverse di tutti gli operatori, sia sanitari che sociosanitari, forze dell’ordine o operanti nel campo giuridico. L’aiuto delle associazioni è poi importante, perché con i soli Servizi non si riesce ad accompagnare le persone nei percorsi di cui necessitano: non si risolve la presa in carico con un colloquio o con un incontro soltanto, ma occorre individuare uno spazio in cui la persona possa parlare. Accoglienza e Ascolto rappresentano il momento più importante e questo significa permettere alle donne di poter usufruire di tanti incontri, per poter esprimere il disagio.

Gli operatori quindi devono essere pronti a far fronte a queste necessità, e per farlo la rete è fondamentale, indirizzando la persona verso il servizio competente.

Il primo agente della rete è lo stesso medico di base, che conosce la donna e la sua storia, per arrivare poi ai consultori famigliari. E’ nata l’esigenza di creare uno spazio al dialogo.

Ruolo attivo è svolto anche dal Centro Antiviolenza di Torino, con sede in via Bruino 4 e che risponde al numero 1522, e da tutte le associazioni che sostengono questi percorsi. Non ultime le forze dell’ordine, gli avvocati e i giudici, impegnati a dare il proprio contributo.

Torino dispone da marzo 2014 di uno spazio specifico per le donne con disabilità , dal nome Fior di Loto, realizzato grazie alla collaborazione con l’Associazione Verba: si tratta di un ambulatorio a cui possono rivolgersi tutte le donne con un qualsiasi tipo di disabilità, che possono essere sottoposte senza difficoltà a tutte le visite ginecologiche e ad esami specifici come il Paptest o un’ecografia transvaginale. In questo luogo la donna può quindi ricevere una visita completa (dal punto di vista ginecologico) permettendole così di accorciare le tempistiche, creando una stanza accessibile. Questo ambulatorio permette a queste donne di fare tutti gli esami insieme, senza perdere tempo in prenotazioni varie, con un personale formato e preparato.

La collaborazione con l’Associazione Verba mira inoltre all’istituzione di uno sportello specifico per donne con disabilità vittime di violenza, ove sarà presente uno psicologo preparato e competente.

Un’iniziativa ancora rarissima in Italia, che ci rende orgogliosi ancora una volta della nostra Città.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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