Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

cri_sangue_10082012AVIS e FIDAS sono state due delle protagoniste della serata di sabato 5 luglio, presso la Salute in Comune: si è parlato del tema della Donazione del Sangue, di cui esse rappresentano un’importante testimonianza.

L’AVIS, raccontata per voce di Gloria Speranza, è l’Associazione Volontari Italiani Sangue: è nata nel 1927 a Milano per volere del Dottor Formentano, ginecologo che desiderava porre un freno alla morte delle partorienti per dissanguamento. Con questa missione egli ha fondato l’Avis, che all’origine contava 17 soci (divenuti oggi un milione e trecentomila).

A Torino l’Avis è stata istituita nel 1929, e oggi comprende 32.000 donatori, risultato di una propaganda che mira alla sensibilizzazione dei cittadini, in particolare dei giovani presso le scuole superiori e le facoltà; la risposta dei ragazzi è positiva, nonostante alcuni timori iniziali. Il Piemonte è la quarta regione in Italia come impegno nella donazione: sul podio troviamo infatti, in ordine di importanza, l’Emilia Romagna, la Lombardia ed il Veneto.

La comunicazione con i giovani è di fondamentale importanza: l’Avis conta pertanto sulla presenza di un Gruppo Giovani che tramite i canali dei Social network dà il proprio contributo alla diffusione di una corretta informazione.

 

La FIDAS – Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue Piemonte – raccontata da Michela Clemente, nasce dall’idea del Professor Togliotti, famoso chirurgo che istituì la prima banca del sangue in Italia nell’anno 1951.

Nel 1957 venne poi fondata l’Associazione Donatori Sangue Piemonte, realizzata a livello nazionale come Fidas nel 1959 con 50.000 iscritti al giorno d’oggi. In Piemonte vi sono poi 144 gruppi comunali con sedi fisse, dove regolarmente si recano le èquipe mediche che si occupano di prelievi di sangue.

La Fidas è indubbiamente una realtà minore rispetto all’Avis, ma il fine che persegue è lo stesso: favorire la pratica della donazione del sangue, fondamentale per curare malattie come la talassemia, facendo rete, cercando di incrementare il ricambio generazionale.

La donazione dei giorni d’oggi, rispetto agli anni passati, è molto più consapevole, spontanea e responsabile: si dona il sangue perché è una pratica importante, perché ce n’è un disperato bisogno.

Quali sono i requisiti per poter offrire il proprio sangue?

Occorre condurre uno stile di vita sano, essere in buona salute, non fare uso di alcool, droghe o avere malattie veneree, piercing o tatuaggi effettuati da meno di quattro mesi. Si può donare dai 18 ai 70 anni (previa verifica del medico); il peso deve essere di almeno 50 kg e non si dona mai a digiuno! Una leggera colazione (non the ma latte per esempio) è concessa. Gli esami del sangue vengono poi inviati in busta chiusa direttamente a casa del donatore.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

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