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A Frosinone esercitazione su emergenza e disabilità

Si è tenuta nei giorni scorsi nell’area Casaleno di Frosinone un’esercitazione sulla sinergia tra strutture e componenti del sistema di Protezione Civile.Le attività hanno riguardato le procedure di comunicazione e di coordinamento in caso di calamità, moduli esercitativi dedicati a disabilità motoria, sensoriale e cognitiva

Gli obiettivi principali dell’esercitazione, che si è svolta nei giorni scorsi nell’area Casaleno a Frosinone, sono stati: testare la sinergia tra le strutture e le componenti del sistema di Protezione Civile, prepararsi nel miglior modo possibile ad assistere la popolazione in caso di necessità in un’area individuata con delibera regionale dell’agosto 2015 fra le sei aree strategiche regionali idonee ai fini di protezione civile, incrementare tra i cittadini la consapevolezza dei rischi principali che interessano il territorio. Le attività sono partite l’11 marzo, quando sono state testate le procedure di comunicazione e coordinamento in emergenza, mentre il 12 marzo gli aspetti logistici e di viabilità, con la movimentazione di un convoglio di circa 30 mezzi del volontariato, da Cassino a Frosinone, e di due autobus dall’area esercitativa verso Fiuggi e Sora, per simulare il trasferimento della popolazione evacuata. Sempre nella mattina di sabato 12, circa 200 studenti delle scuole elementari del Comune di Frosinone hanno visitato il campo: la visita è stata seguita dal gruppo “Abili a proteggere”, che ha riscontrato notevole interesse da parte dei giovani studenti alle attività di protezione civile.

Nel pomeriggio del 12 marzo, dalle 15, sono stati realizzati tre moduli esercitativi dedicati alla disabilità organizzati dall’ANVVFC, Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in Congedo, delegazione Divino Amore: molti volontari, impegnati nell’esercitazione, hanno partecipato a tutti e tre i moduli formativi che hanno riguardato la disabilità motoria, sensoriale e cognitiva. Il modulo riguardante la disabilità motoria è stato realizzato dagli operatori del gruppo di lavoro Abili a Proteggere, che hanno dato indicazioni ai volontari sull’approccio e comunicazione in emergenza nei confronti delle persone con disabilità motoria. Facendo immedesimare i volontari presenti con prove pratiche, grazie anche al supporto tecnico dei volontari dell’ANVVFC, gli stessi partecipanti si sono seduti in carrozzina, mettendosi nei panni di chi deve essere soccorso o semplicemente accompagnato a superare degli ostacoli, come ad esempio le scale.

Il modulo dedicato alla disabilità visiva ha visto la partecipazione di Vincenzo La Francesca, formatore che è stato indicato dall’UIC, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che con entusiasmo ha guidato i volontari nel mondo della disabilità visiva, fornendo le indicazioni di base per accompagnare in sicurezza una persona non vedente, anche in situazioni di emergenza.

Agnese Rossi, Counselor, assistente educativo culturale di supporto agli alunni disabili, e Marzia Toti, volontaria dell’ANVVFC-Divino Amore, hanno aperto una finestra sul mondo della disabilità cognitiva, spiegando l’importanza dell’empatia dei soccorritori nei confronti delle persone con questa disabilità. La conoscenza reciproca, anche se di breve durata in emergenza, può essere fondamentale per la buona riuscita delle operazioni di soccorso.

L’ANVVFC, al fine di monitorare il modello di attività proposto, ha somministrato un questionario ai volontari, che hanno partecipato ai moduli formativi, pre e post attività: hanno aderito 147 persone, invece che gli 81 volontari previsti. Dai questionari è emerso che:

  • il 70% dei volontari che ha partecipato alle attività non aveva mai avuto a che fare con persone disabili, né in emergenza né in situazioni occasionali.
  • Il 68% dei volontari è stato invitato, dalla propria associazione a partecipare all’attività (non di propria scelta). Nonostante ciò, dopo l’attività, il 53% ha definito l’esperienza interessante ed emozionante e il restante 46%, oltre ad aver ritenuto l’attività utile e necessaria sia per la vita di tutti i giorni sia per l’attività in emergenza, ha espresso la voglia di acquisire più informazioni.
  • Tutti i volontari hanno ritenuto l’attività utile, l’80% si è ritenuto soddisfatto dell’attività proposta non sentendo la necessità di dare suggerimenti ulteriori e il 20% ha espresso vivamente il desiderio di voler ripetere le attività in modo più approfondito e costantemente nel tempo, attraverso incontri periodici.
  • Alla domanda “Come ti poni di fronte alla disabilità?” Posta prima dello svolgimento dell’attività, il 32% non ha saputo rispondere o ha espresso disagio e difficoltà e il 68% ha risposto che, per quello che era nelle sue possibilità, si metteva a disposizione; alla domanda post attività “Come ti sei sentito?” il 92% ha risposto che si sentiva più sicuro, sensibilizzato, motivato e colpito.

Piero Balistreri, Presidente della Delegazione Divino Amore dell’ANVVFC ha commentato l’esito dell’attività esercitativa: “Possiamo ritenerci soddisfatti dell’esito delle attività svolte, soprattutto perché lo scopo principale non era solo quello di poter fornire nozioni pratiche e semplici per poter affrontare situazioni di emergenza ma di sensibilizzare le singole persone sul tema della disabilità, far passare il concetto di inclusione e dimostrare che anche durante un’emergenza tutti siamo abili e che ogni abile, con barriere mentali è il vero disabile, come hanno testimoniato ampiamente i nostri relatori”.

Fonte: ilgiornaledellaprotezionecivile.it

(s.c./mjp)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?