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A Milano un Gauguin accessibile grazie al Mudec

In generale so (anche se chi scrive non ha, almeno in apparenza, una disabilità fisico-motoria), quanto sia difficile trovare spazi espositivi sufficientemente attrezzati ad accogliere in modo sufficientemente adeguato una persona in carrozzina. Qualche settimana fa sono stato a Milano per visitare la mostra Gauguin – Racconti dal Paradiso, in programma al Mudec – Museo delle Culture fino al 21 febbraio, e posso affermare con decisione che il capoluogo lombardo si sta pienamente meritando il titolo di Access City Award 2016, confermandosi eccellente sia nella scelta che nell’allestimento degli eventi culturali, programmati senza dimenticare i bisogni e le difficoltà di tutti.

La mostra Gauguin – Racconti dal Paradiso è stata inaugurata il 28 ottobre 2015 e sarà aperta, come detto, fino al 21 febbraio. Lo spazio espositivo presso cui è ospitata, il Mudec – Museo delle Culture, si trova in Via Tortona 56, nei pressi della stazione di Porta Genova, zona servitissima dai mezzi pubblici: la struttura, che sorge nell’area delle ex acciaierie Ansaldo (acquistata dal Comune di Milano negli anni ’90 per destinarla ad attività culturali, ndr), unisce il recupero dell’architettura industriale degli inizi del ‘900 a quella modernissima e visionaria del 21° secolo. Dalla sua apertura ufficiale, il Mudec ospita un’esposizione permanente e alcune mostre temporanee.

Ma veniamo a Gauguin: la mostra raccoglie, tra tele e sculture, circa 70 opere che ripercorrono la carriera del grande artista francese in varie fasi creative della sua vita; particolare attenzione è rivolta al periodo trascorso sull’isola caraibica di Tahiti e in Polinesia alla ricerca di una natura incontaminata e selvaggia, rappresentata alla grande dalla popolazione, in particolare femminile, autoctona. Tra i capolavori esposti vanno ricordati, senza dubbio, Vahine no te Tiare (Donna con Fiore) e Autoritratto con Cristo giallo, quest’ultima eccezionalmente in prestito dal Musee d’Orsay di Parigi.

03a_MUDEC_esterno_PHOTO©OskardaRiz

Per quanto riguarda l’accessibilità, l’ingresso al cortile interno ai vecchi muri dell’ex Ansaldo è facilitato da un marciapiede e da uno scivolo, entrambi abbastanza larghi. L’unica difficoltà che una persona con disabilità potrebbe incontrare è rappresentata dalle porte di accesso all’edificio del Mudec: non essendo automatiche (e abbastanza pesanti pure per me), per chi ha problemi di mobilità agli arti superiori potrebbe essere indispensabile l’aiuto di un accompagnatore (l’ingresso, in caso di necessità, è gratuito) o di un inserviente. Poco male, perchè ci si può tranquillamente consolare con gli interni: il salone della reception è enorme (il pavimento è ideale per lo scivolamento delle ruote) e gli ascensori possono contenere tranquillamente almeno una carrozzina. Azzeccatissimo anche l’allestimento della mostra: gli spazi tra i pannelli che sostengono le varie opere sono sufficientemente larghi per permettere il passaggio di una carrozzina elettrica e non sono presenti scalini o barriere architettoniche degne di nota. Il costo del biglietto d’ingresso (ridotto) per le persone disabili è di 10 € .

Se, al termine della visita, non sarete ancora sazi di arte, il Mudec vi potrà offrire altre interessanti opportunità: la mostra Barbie – The Icon sulla bambola più famosa del mondo (fino al 13 marzo), A beautiful confluence sulla rappresentazione dell’America Latina degli artisti tedeschi Anni e Josef Albers e l’esposizione permanente (gratuita fino al 31 agosto 2016), dedicata al patrimonio etnografico di proprietà del Comune di Milano.

02a_MUDEC_agora_PHOTO©OskardaRiz

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Marco Berton

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