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A ottobre inizia Cybathlon le Olimpiadi per i cyberatleti

Parteciperanno atleti colpiti da varie forme di disabilità, che si sfideranno assistiti dalla più avanzata e moderna tecnologia

Dopo Olimpiadi e Paralimpiadi, arrivano i Giochi olimpici per i cyberatleti. Cybathlon è il nome della manifestazione sportiva che si terrà, per la prima volta al mondo, in Svizzera, ospitata dalla città di Kloten il prossimo 8 ottobre.

La competizione, organizzata dal Politecnico federale di Zurigo, si svolgerà presso la Swiss Arena con atleti, colpiti da varie forme di disabilità, che si sfideranno assistiti dalla più avanzata e moderna tecnologia come gambe e braccia elettroniche, esoscheletri, e sedie a rotelle motorizzate.

Il programma prevede prove in 6 diverse discipline in cui i partecipanti si affronteranno in corse virtuali automobilistiche con avatar controllati da interfaccia cervello/computer e corse reali con bici speciali per piloti paralizzati che potranno sfrecciare con il loro mezzo grazie alla tecnologia di stimolazione elettrica funzionale (FES).

D’altra parte, i cyberatleti potranno confrontarsi anche in gare di velocità e di abilità, attrezzati con le protesi robotiche più all’avanguardia tramite le quali verranno supportate e potenziate le loro prestazioni sportive. In tutto, saranno presenti 59 squadre – frutto del lavoro di centri di ricerca, istituti universitari e aziende – e 74 atleti di 25 differenti paesi. In lizza anche l’Italia con il team SoftHand Pro nato grazie alla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e l’Università di Pisa.

Cybathlon sarà certamente uno spettacolo di cyberatleti che si contendono una medaglia. Ma, diversamente dalle Paralimpiadi, più concentrate sul risultato sportivo, l’obiettivo principale è quello di incoraggiare ricercatori e produttori a realizzare dispositivi tecnologici in grado di aiutare meglio e più efficacemente le persone con disabilità fisica nelle loro attività quotidiane. «Troppi di noi conoscono troppo poco i problemi quotidiani che le persone con disabilità devono affrontare nella nostra società – spiega Robert Riener, docente del Politecnico di Zurigo, tra i promotori della manifestazione. E noi vogliamo cambiare questa situazione».

Fonte: lastampa.it

(s.c./l.v.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?