La Salute in Comune - 2014

Abitare insieme

cohousing-bisLunedì 30 giugno, quarto appuntamento presso La Salute in Comune: tema della giornata, l’Housing Sociale, un’opportunità concreta di mobilità abitativa prevalentemente incentrata sulla realizzazione di residenze temporanee destinate ai giovani in cambio di ore di volontariato a favore di un vicinato attivo.

Il sistema e l’approccio cooperativo pongono con sé una gestione non solo finalizzata alla promozione di iniziative abitative a canoni moderati, ma anche la connotazione sociale che rende centrale l’elemento dell’incontro, della condivisone e della solidarietà.

La casa, in quanto parte sostanziale dei diritti costituzionalmente garantiti, è sempre di più uno dei temi centrali nelle politiche di welfare.
I bisogni abitativi assumono oggi una forma sempre più articolata e complessa: non riguardano solo le fasce di popolazione in condizioni di povertà ma raggiungono, in modo sempre più evidente, un ampio bacino d’utenza che, per ragioni diverse, può rapidamente passare da una situazione di stabilità economica a una condizione di fragilità e vulnerabilità sociale.

Esiste una domanda crescente, soprattutto da parte di giovani o di persone “single”, genitori separati, lavoratori a basso reddito, studenti, stranieri che non sono in grado di sostenere per intero il canone di locazione di un alloggio. È dunque necessario promuovere interventi innovativi di abitare sociale, intesi come acquisizione e messa a disposizione di strutture residenziali, come servizi sociali all’abitare (socializzazione, mediazione dei conflitti, accoglienza) e, infine, come capacità di progettare interventi complessi di riuso urbano.

Riportiamo qui tre realtà che hanno raccontato la loro esperienza durante l’arco della serata:

La Cooperativa Il Punto, che nasce nel 2004 dalla collaborazione tra diverse realtà del no profit torinese impegnate nel mondo della disabilità, intervenuta nella personalità di Monica Pentenero. Presso Il Punto la coabitazione solidale si compone di sei giovani volontari dai 18 ai 30 anni che vivono in un quartiere di case popolari e che all’interno di questo contesto offrono 10 ore di volontariato in cambio dell’affitto agevolato. L’obiettivo del progetto è quello di dare la possibilità di indipendenza a persone che normalmente non avrebbero accesso a questa agevolazione, ovvero giovani che hanno un’età per cui essere autonomi economicamente ed “uscire” dalla casa dei genitori è ancora difficile, soprattutto in un momento di crisi nel mondo del lavoro. In cambio viene messo a disposizione del tempo per un condominio con persone che hanno bisogno di un aiuto (anche solo perché anziane), sulle note di un vicinato attivo e di solidarietà.

La Cooperativa sociale Synergica, che nasce dalla volontà di un gruppo di giovani di mettersi al servizio della collettività, in particolar modo attraverso progetti di housing sociale. L’esperienza maturata durante gli anni e la rete di relazioni costruita sul territorio locale ha permesso di formulare e sviluppare nuove idee per poter proseguire in modo indipendente. Ne ha parlato Pamela Bongiovanni:  presso questa cooperativa la coabitazione solidale avviene in Via Pio settimo; in questo caso non è coinvolto un singolo condominio ma più abitazioni, per un totale di circa 210 famiglie per sette volontari. Il funzionamento è lo stesso, coabitare in cambio di 10 ore di volontariato, ricreando un ambiente di aiuto reciproco, di solidarietà del vicinato. Il loro è un complesso molto giovane, costruito nel 2006 in occasione delle Olimpiadi e dove risiedono anziani, ragazzi e persone con disabilità (è accessibile): in questo contesto cambiano però le attività, sono più di tipo educativo o di accompagnamento sul territorio.

Il Social Club, un’associazione di promozione sociale, sportiva e dilettantistica, fondata a Torino nel 2009 da diverse associazioni e cooperative sociali del territorio, il cui principale obiettivo è il miglioramento della qualità della vita degli oltre 2000 lavoratori appartenenti alle organizzazioni associate. A raccontarci qualcosa di questa realtà è stato Davide Ziveni,  gestore sociale del Social Club. Questa associazione  si rivolge a due tipi di utenti in particolar modo: i lavoratori delle cooperative sociali, quindi operanti nel terzo settore nell’area di Torino e aderenti al Social Club,  che affrontano molte difficoltà poiché lavorare nel sociale in tempi di crisi è davvero molto difficile; non potendo alzare le retribuzioni, il Social Club cerca di migliorare la loro qualità della vita. L’Associazione si rivolge poi anche agli studenti, in particolar modo stranieri, con prezzi il più basso possibile: questo è reso fattibile sia grazie a delle convenzioni sia riutilizzando un edificio che era dimesso, ovvero uno dei resti dell’esperienza olimpica  dell’Area Ex Moi, uno spazio vuoto che ha ripreso vita.

Il Social Club ha ospitato più di 2000 lavoratori,  quindi 2000 famiglie, con 44 alloggi per circa 100 ospiti per un periodo di otto anni: il suo obiettivo è di dare una stabilità abitativa, cercando di andare incontro a tutte le esigenze delle famiglie.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

 

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Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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