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Addio a Roberto Antoni, cantante leader degli Skiantos

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Muore questa mattina il cantante Roberto “Freak” Antoni, della band bolognese gli Skiantos, stroncato da un tumore con cui conviveva già da tempo. Freak Antoni ha lasciato nel Bel Paese decisamente un segno molto profondo con la sua musica e i suoi scritti, sempre ironici, al limite del demenziale e del grottesco ma sempre capaci di nascondere tra le righe un grande spunto di riflessione, seguendo una sorta di filosofia dell’assurdo e della provocazione.

Un rock talvolta definito “demenziale”, una carriera artistica iniziata nel 1977 con il primo dei 14 album da lui prodotti, intitolato “Inascoltabile”.  Inascoltabile per una duplice ragione: da un lato, la critica ripudiava la musica degli Skiantos, inizialmente respinta anche dal pubblico per i suoi contenuti volgari, non consoni e osceni, ma in seguito apprezzati; dall’altro lato perché affrontava temi “inascoltati” dalla società, portando alla ribalta quelle argomentazioni che nessuno, alla luce del sole, si incaricava di affrontare.

Ed ecco che la tossicodipendenza, la perversione o i tabù come il sesso o la disabilità diventano protagonisti delle canzone di Antoni, trattati senza il minimo tatto, cercando ad ogni costo di abbattere i falsi perbenismi sociali che l’uomo moderno utilizza nei rapporti interpersonali, senza però una reale intenzione di offesa di fondo: ricordiamo canzoni quali “Sono un ribelle, mamma“, “Mi piaccion le sbarbine“, “Kinotto“, “Calpesta il paralitico” e tantissime altre, che daranno poi spazio nell’ultimo periodo ad un filone stilistico più filosofico e meno umoristico, specialmente nell’ultimo album “Dio ci deve delle spiegazioni” pubblicato nel 2009 dalla Universal.

Le ultime produzioni musicali del cantante risalgono al 2012, quando scioltisi gli Skiantos decise di portare avanti un progetto solista assieme alla pianista Alessandra Mostacci in cui venivano riproposti molti brani della band rivisitati, mai però entrati in studio di registrazione.

Insomma un personaggio davvero controverso, brillante, provocatorio, che sicuramente verrà ricordato per la sua grande capacità di far riflettere con il sorriso su temi molto importanti, sempre controcorrente, con uno stile personalissimo e mai corrotto.

 

 

 

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!

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