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Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Torino ospiterà nel weekend, per la prima volta, i Campionati Italiani di boccia paralimpica: da venerdì 5 a domenica 7 luglio, al centro Sisport di Via Olivero 40, i migliori atleti del paese si sfideranno per aggiudicarsi i tricolori individuali, a coppie e a squadre. La boccia, che fa parte del programma dei Giochi da Los Angeles 1984, permette di fare sport anche a persone con importanti disabilità motorie.

La manifestazione è organizzata dall’Unione Sportiva Acli Torino in collaborazione con la Federazione Italiana Bocce e il Comitato Italiano Paralimpico e vedrà la partecipazione di 12 società provenienti da tutta Italia per un totale di 46 atleti. I piemontesi saranno 10, tra cui il nostro presidente e direttore di testata Mauro Costanzo, in forza alla BocciAbili Torino ASD Sportento: “Siamo certi – spiega il tecnico Davide Visconti – di poter fare molto bene:
l’organizzazione dei Campionati ha coinvolto diversi attori che hanno collaborato nel migliore dei modi per creare qualcosa di bello e importante. Da qui inizieremo un percorso per avere una Nazionale competitiva in vista delle Paralimpiadi di Parigi 2024”.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della Città di Torino: “Il mio auspicio – dichiara l’assessore allo sport Roberto Finardi – è quello di poter ospitare di nuovo la manifestazione con un numero sempre maggiore di atleti”. Felicitazioni sono arrivate anche dal vice-presidente della Federazione Italiana Bocce, il torinese Marco Bricco.

L’Unione Sportiva Acli, di cui la BocciAbili ASD Sportento fa parte, e il Comitato Paralimpico Regionale sono stati fondamentali per lo sviluppo del movimento della boccia paralimpica a Torino: “Siamo partiti – sottolinea la presidente provinciale di US Acli Cristina Perina – con pochissimi atleti facendo una scommessa: i risultati che abbiamo raggiunto li dobbiamo soprattutto a Davide Visconti, persona determinante per far crescere
il nostro progetto”. “Alle Paralimpiadi di Londra 2012 – aggiunge la presidente CIP Silvia Bruno – rimasi affascinata da gare di altissimo livello: credo che la boccia vada sostenuta in modo particolare perché permette anche a ragazze e ragazzi con disabilità importanti di fare sport”.

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