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Alla Biennale la Venezia che non si vede

E’ una delle opere più interessanti in esposizione a questa 57esima edizione della Biennale d’arte di Venezia. Ideatore Antoni Abad, artista catalano che ha inventato BlindWiki , prototipo di social network per non vedenti basato sull’audiodescrizione degli ambienti urbani.

Cartografia sensoriale o opera d’arte sociale? Comunque la si voglia chiamare, Catalonia in Venice. La Venezia che non si vede è di certo una delle opere più interessanti in esposizione a questa 57esima edizione della Biennale d’arte di Venezia. A idearla è stato Antoni Abad, artista catalano che qualche anno fa, collaborando con l’accademia di Spagna a Roma, si era inventato BlindWiki , un prototipo di social network per non vedenti basato sull’audiodescrizione degli ambienti urbani. È a partire da quell’idea che Abad ha sviluppato la sua opera per la kermesse veneziana, come riferisce l’ultimo numero della rivista SuperAbile Inail: tra gennaio e maggio scorsi, l’artista ha chiesto a una cinquantina di persone cieche o ipovedenti di visitare alcuni tra i luoghi più celebri e rappresentativi di Venezia, registrando delle brevi descrizioni sugli smartphone che ciascuno aveva in dotazione. Ognuna di queste registrazioni è finita all’interno di una mappa interattiva della città, che fino a novembre rimarrà esposta all’interno del padiglione catalano della Biennale: la carta è contrassegnata da oltre 100 punti, cliccando sui quali si possono ascoltare le audiodescrizioni realizzate dai collaboratori dell’artista, che in quattro mesi hanno mappato quasi per intero il territorio cittadino.

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Data: 22/08/2017

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