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Arcobaleno AIDS


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1Martedì 2 luglio – L’ AIDS è una malattia del sistema immunitario umano causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV). La malattia interferisce con il sistema immunitario, rendendo le persone colpite più vulnerabili alle infezioni, incluse le infezioni opportunistiche e i tumori che generalmente non colpiscono un sistema immunitario normale. Questa vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia.

L’HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali, trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

Il virus e la malattia sono spesso indicati insieme come HIV-AIDS. Un argomento di notevole importanza, ma di cui si parla poco, forse perchè associato ad attività ancora “tabù” nella nostra società, come ad esempio l’attività sessuale. Ma il silenzio è il migliore amico di questo virus, che si può combattere, se si interviene in tempo.

 

A far luce sull’argomento, Giancarlo Orofino – dirigente medico dell’Ospedale Amedeo di Savoia – e Sara Maneo – volontaria di Arcobaleno AIDS un’associazione costituita da volontari, psicologi e medici che dal 1995 opera in ambito regionale con l’intento di fornire un sostegno alle persone con infezione da HIV-AIDS e a quelle a loro affettivamente legate.

La scelta del nome Arcobaleno Aids rappresenta la speranza che insieme si possa lottare per abolire lo stigma che accompagna l’infezione da HIV: un ponte multicolore capace di valicare le frontiere della discriminazione e di proporre alternative di confronto e di condivisione del disagio personale.

 

Quali sono le attività della Vostra Associazione Arcobaleno AIDS?

Ve ne sono di varie: diamo sostegno alle persone sieropositive e alle persone legate ad esse, anche in senso economico con il Progetto “SOS bolletta”; supportiamo i ragazzi, facciamo prevenzione nelle scuole, test a risposta rapida nelle piazze.

 

Quale è la differenza tra sieropositività e AIDS, la malattia vera e propria?

Per HIV si intende il virus iniziale, l’AIDS è invece la fase finale della malattia. E’ importante prendere l’infezione in tempo, quando la malattia si può fermare, piuttosto che nella fase avanzata dove le cure sono più complesse.

Bisogna diagnosticare presto la malattia per curarla, per non morire di AIDS. Le cure permettono di arrivare fino ai 70-80 anni di età!

Bisognerebbe non esporsi al rischio, essere prudenti, ma la seconda barriera importante è scoprire presto la malattia.

 

Si pensa che l’AIDS sia un problema superato, invece non è così, è vero?

Il silenzio è uno dei principali amici del virus HIV; quello che è importante ricordare è che, a differenza di malattie come il cancro che non sono preventivabili, per le quali il nostro corpo può essere predisposto ad ammalarsi, l’HIV è completamente evitabile! E’ una malattia dovuta ad un virus prevenibile attraverso la prevenzione primaria, diagnosticando le persone sieropositive ed evitando di esporsi a rischi.

 

La vostra Associazione ha curato anche un libro a cui tiene molto, quale?

Il libro si intitola  “Vivere la sieropositività” e raccoglie la storia di 20 ragazzi sieropositivi, un insieme di testimonianze da tutta Italia, importante poichè di AIDS si parla poco e vige ancora lo stigma della malattia. Occorre superare la barriera della paura. 

Le cure disponibili dal 1996 in poi ormai hanno ridotto quasi a zero la possibilità che una persona sieropositiva evolva verso l’AIDS, ovviamente tenendo sotto controllo l’assunzione di tutte le medicine e rispettandone gli orari con puntualità. Il virus può essere monitorato, e questa è una scoperta straordinaria della scienza medica: delle malattie infettive se ne conosce il motivo! Essendo dovute ad un virus, è sufficiente curarsi con i farmaci antivirali per abbatterle…bisogna però agire in tempo.

 

Per Associazione Volonwrite

Claudia Cespites

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The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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