Fondazione Accorsi-Ometto

I ragazzi di Volonwrite in un momento di ilarità

C’era una volta un gruppo di ragazzi, disabili e non, con esperienze di vita completamente diverse, con credo differenti e ambizioni variegate: ciò che li accomunava, però, era un legame profondo di amicizia e di rispetto, dinnanzi al quale ogni diversità crollava. L’Associazione Volonwrite è il risultato di questo rapporto di coesione, che vede i suoi membri impegnati in un obiettivo comune: quello di comunicare a 360°, raccontando con voce nuova, vivace e consapevole tutto ciò che riguarda il mondo della disabilità e, in generale, del sociale.  Dopo anni trascorsi tra video, interviste, programmi di conduzione radiofonica, articoli ed eventi, il 2015 segna per Volonwrite un nuovo traguardo: l’arrivo  dell’Arte. Il progetto di Arte Accessibilenasce dalla curiosità dei ragazzi di sperimentare le realtà che i bellissimi Musei di Torino offrono per le persone con disabilità: all’interno di questi edifici artistici, infatti, sono racchiuse opere di valore inestimabile facilmente fruibili ma talvolta sconosciute, accompagnate spesso da laboratori specifici che gli stessi Musei offrono al pubblico. Insomma, un’Arte come non l’avete mai vista prima! E’ con entusiasmo che i ragazzi di Volonwrite, professionisti e non, si sono addentrati alla scoperta di quei Musei e di quelle Fondazioni che, gentilmente, li hanno ospitati e a cui va un caloroso ringraziamento.

“Prendi l’Arte e…entra a farne parte!”

Prendi l’Arte e…entra a farne parte!

Dettaglio della Fondazione Ometto Accorsi

Il Museo di Arti Decorative nasce dal ricco lascito di Pietro Accorsi (Torino, 1891-1982), uno dei più importanti antiquari europei del XX secolo. Si tratta di una casa-museo, composta da 27 ambienti di straordinaria ricchezza, arredati con mobili, tappeti, dipinti, porcellane e argenti, messi in relazione tra loro per ricreare le atmosfere del Settecento.

Le case museo sono luoghi “bizzarri” che per nostra fortuna si sono conservate sino ad oggi, mantenendo intatto l’arredo originario del loro proprietario. Situata in via Po e sotto la Mole, la fondazione Accorsi-Ometto fino al 1982 fu l’abitazione privata di Pietro Accorsi, collezionista, antiquario, arredatore e esperto in arti decorative del ‘700. Alla sua morte venne fondata, come da sue volontà, la Fondazione Pietro Accorsi con presidente Giulio Ometto che, nel 1999, inaugurò il museo e che tutt’oggi si occupa della sua manutenzione. Nessuno potrebbe mai immaginare che nelle stanze si trovi un tesoro di oggetti del’700 da far invidia alle più famose case museo europee.

Pietro Accorsi nacque a Torino nel 1891 e visse sin da piccolo nello stesso palazzo di via Po con la famiglia, che qui lavorava con mansioni di portineria. A 11 anni si manifestò per la prima volta la sua vocazione per l’antiquariato quando, durante un’asta, vendette i suoi libri di scuola per acquistare il suo primo dipinto. La sua attività si fece sempre più frenetica e cominciò ad essere conosciuto nel mondo del collezionismo; anche l’amicizia con il principe Umberto di Savoia contribuì ad aumentarne la fama.
Intanto Accorsi aveva comprato per la sorella Paola una bella villa a Moncalieri, oggi rivenduta, ma da cui provengono molti arredi che furono poi trasferiti nella Fondazione. Divenuto ben noto per il suo gusto raffinato, venne chiamato ad arredare le case dell’élite industriale più in vista di quegli anni tra cui le famiglie Agnelli, Olivetti, Abegg, Crespi, Fossati Bellani, Tedeschi e altre.

Nel 1956 acquistò finalmente l’intero palazzo di via Po e qui abitò fino alla morte.
La Fondazione si presenta come museo accessibile a tutti: le stanza sono perfettamente usufruibili da chi ha una disabilità fisico-motoria, mentre per le persone con disabilità sensoriale sono stati pensati dei veri e propri percorsi con peculiarità che permettano ai non vedenti e agli ipovedenti di esperire il Museo.
Attraverso l’esplorazione tattile di modelli appositamente realizzati dalle Scuole Tecniche San Carlo di Torino e oggetti messi a disposizione da collezionisti sensibili e disponibili è, infatti, possibile ripercorrere l’evoluzione degli stili e delle forme che caratterizzano le arti decorative del Settecento. L’itinerario si snoda lungo tutto il percorso consueto di visita: ogni sala del Museo è illustrata attraverso un materiale, un oggetto o un profumo, che in qualche modo caratterizza l’ambiente e ne sintetizza le peculiarità.
Il museo è davvero un’inestimabile raccolta di opere rarissime e in ottime condizioni, quasi una finestra intatta sul ‘700, una collezione unica, in cui solo i dettagli potrebbero rendere l’idea della preziosità. Del resto all’interno del museo non è possibile fotografare, le uniche foto disponibili su internet sono quelle che derivano dal sito ufficiale, né ci sono libri facilmente reperibili riguardo la collezione Accorsi.

Noi di Volonwrite abbiamo però realizzato per voi un Video esplicativo che vi permetterà di avere un’anteprima inedita del museo..