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Arti 3D e carrozzine low cost, un laboratorio hi-tech per le disabilità

Fabrikarium: nove progetti sostenuti da Airbus a sostegno di non vedenti, non udenti, portatori di handicap. Dalla mano che “sente” gli oggetti, al radar per evitare gli ostacoli. In alcuni casi costi sotto i 50 dollari

ROMA – Un mini sistema radar per guidare nel buio della cecità. La sedia a rotelle costruita con parti di monopattini, bici, assi di legno. Parti reperibili ovunque, anche nei Paesi in via di sviluppo dove un oggetto del genere, per chi ne avesse bisogno, cambia la vita. Oppure il fai da te delle personalizzazioni per le protesi: gambe e sostegni ideati e costruiti con l’ausilio di materiali stampabili in 3D.

Tutto questo si chiama “Fabrikarium”, un laboratorio di idee e progetti low cost, in alcuni casi anche sotto la soglia dei 50 dollari, realizzabili quasi ovunque e utilizzabili praticamente da chiunque senza cadere ostaggi di costosissime operazioni e impianti che soprattutto nei Paesi non industrializzati, non sono alla portata di persone con disabilità. Airbus, il colosso dell’aerospazio franco-tedesco, ha dedicato una parte dei propri investimenti al sostegno di questa iniziativa, per dare il via ad una piccola rivoluzione nel settore e far partire la “fabbrica” delle soluzioni per chi non ha gambe o mani, per i non vedenti, i non udenti, per tutti quelli che non possono muoversi senza l’ausilio di una sedia a rotelle.

Ci siamo posti il problema della replicabilità di questi progetti, della “fattibilità” a costi minimi e senza l’assillo del profitto”, dicono i curatori del Fabrikarium, “l’idea è quella di raggiungere il più ampio numero di persone con disabilità e rendere possibile un miglioramento sostanziale delle loro vite”.  Ci sono nove progetti portati avanti dall’associazione indipendente “My Human kit” che studia e incoraggia i partecipanti alla ricerca, a miscelare conoscenze hi-tech e mondo digitale – come le tecnologie radar o le stampanti 3D – con i principi pratici del “fai da te”. Accanto all’associazione ci sono 44 dipendenti dell’Airbus e studenti a seguire lo sviluppo dei progetti e la loro costruzione.

Gli studi procedono su nove direttrici.

“Print my leg”, o “stampa la mia gamba” si propone di creare arti, in particolare gambe, personalizzate e “fatte in casa” grazie ai progressi delle tecnologie 3D (le stampanti) e dei materiali (titanio e plastiche speciali).

“Open Wheelchair”: la “carrozzina” assemblata con pezzi standard, reperibili quasi ovunque e alla portata di Paesi non pienamente industrializzati

“Binoreille”: un Sistema a basso costo per aiutare i non udenti evitando costosi impianti nell’orecchio.

“Sonar Glove”: il guanto sonar non è altro che un sistema radar portatile per non vedenti parziali o totali ad un costo inferiore ai 50 dollari. Il suo funzionamento è semplice e somiglia a quello dei pipistrelli che intercettano gli ostacoli. In presenza dei quali il guanto emette una vibrazione.

“Bionicohand”: è la mano bionica con costi ridotti che può autoripararsi, controllata da muscoli-sensori che grazie ad un sistema di feedback vibrante permette di “sentire” gli oggetti.

“Ganesh”: è un prototipo open source per migliorare gli studi e l’evoluzione di progetti dedicati ai non udenti.

“Shiva”: ovvero la mano o polso removibile creato con la stampa 3D.

“Braille Rap”: il passo avanti nella scrittura Braille dedicate ai non vedenti. Ogni stampante 3D – i cui costi sono in costante discesa – potrà trasformarsi in una stampante di caratteri Braille “leggibili” dalle dita su fogli standard di carta per stampanti. “Crediamo che la diversità possa essere anche una sorgente di creatività e innovazione – spiega Thierry Baril, dirigente di Airbus – tutti i risultati in questo campo possono arrivare proprio grazie ai differenti approcci alla disabilità che provengono da diversi individui con diverse esperienze in materia. Ecco la forza del progetto che sarà presentato il 18 novembre prossimo”.

Fonte: repubblica.it

(s.c./l.v.)

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