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Autismo: otto cose da fare in Italia

«Non si può che pensare e guardare agli autismi come una modalità diversa di affrontare e incorporare il mondo, ed in quanto tale né giusta, né sbagliata, ma unica, e quindi da riconoscere, sostenere ed “attrezzare” per una vita che sia il più possibile di qualità», dice Roberto Speziale.

Il 2 aprile si celebra la IX Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo. Per l’Italia è la prima Giornata che si celebra dopo l’approvazione della legge 18 agosto 2015, n. 134 Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie, la prima con l’autismo nel titolo.

Ancora oggi tuttavia il “mondo dell’autismo” è caraterizzato più da incertezze che da certezze, nessuno ha la verità in tasca. Sempre si incontra un sistema complesso e frammentato. In questo “mondo” non si può non partire dalle persone e dalle loro esperienze: nomi, cognomi, storie, vite e desideri che hanno voglia e diritto di stare agganciati al mondo e di comunicare al di là della possibilità di poterlo fare con parole, gesti, voce. Partendo sempre dalla complessità dell’unicità della persona.

Inizia così il documento con cui Anffas – l’associazione maggiormente rappresentativa di famiglie di persone con disabilità intellettive – celebra la Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo. «Non si può che pensare e guardare agli autismi come una modalità diversa di affrontare e incorporare il mondo, ed in quanto tale né giusta, né sbagliata, ma unica, e quindi da riconoscere, sostenere ed “attrezzare” per una vita che sia il più possibile di qualità». “Prima le persone, poi gli autismi” e “Ad ognuno il suo vestito” rappresentano le sintesi del pensiero di Anffas.

Gli autismi e le altre forme di diversità sono parte della diversità umana e in questa necessità che la disabilità diventi questione di mainstreaming, l’associazione ha individuato otto punti 8 punti per tutelare al meglio le persone con disturbi dello spettro autistico (l’analisi nel documento allegato). «Nonostante la recente legge 134/2015, le problematiche relative ai disturbi dello spettro autistico restano ancora senza una risposta adeguata», afferma Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas Onlus. «Persistono false teorie medico-scientifiche che continuano ad oscurare i percorsi scientifici validati, generando solo confusione: per questo Anffas ha rafforzato ancora di più la sua collaborazione con Telethon. Ci auguriamo che di autismo non si parli solo oggi e soprattutto che non se ne parli come qualcosa di esclusivamente medico ma che si riesca a mettere in primo piano le persone con il loro diritto a ricevere sostegni adeguati e ad essere pienamente inclusi nella società».

Ecco in sintesi gli otto punti:

  • Declinazione dei Lea con l’inserimento per i disturbi dello spettro autistico delle prestazioni di diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato
  • Recepimento ed attuazione in tutte le Regioni della Linea Guida 21 dell’Istituto Superiore di Sanità
  • Piena attuazione delle “Linee di indirizzo per la promozione della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi pervasivi dello sviluppo (DPS) con particolare riferimento ai disturbi dello spettro autistico” adottate dalla Conferenza Unificata del 22 novembre 2012
  • Maggiore coinvolgimento dei pediatri di libera scelta sulla tempestiva individuazione del sospetto di autismo e creazione della rete dei Centri di riferimento per la diagnosi e l’avvio del percorso di presa in carico precoce
  • Pensare al progetto individuale di vita delle persone con autismo in chiave bio-psico- sociale superando il mero approccio sanitario
  • Pensare allepersone con autismo adulte
  • Rilevanza degli autismi e degli esiti derivanti dagli stessi negli accertamenti di invalidità civile
  • Favorire la ricerca scientifica sulle cause dell’autismo e la ricerca-azione sugli approcci ed esiti in chiave inclusiva per le persone con autismo.

Data: 01/04/2016

Fonte: Vita.it

 

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