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BASKET, LA FINE DEL SANTA LUCIA ROMA: “MANCANO I FONDI, SI CHIUDE”

Dopo decenni di storia conditi da 21 scudetti e 12 Coppe Italia, la formazione più titolata del basket in carrozzina italiano alza bandiera bianca: a chiudere è l’intero settore Sport della Fondazione. Il presidente Amadio: “Scelta obbligata, siamo costretti a concentrare le poche risorse disponibili sulla cura e la ricerca”. Ma in molti sperano ancora.

Appena pochi giorni fa lottavano per lo scudetto. Ora, dopo una cocente delusione che non cancella però il prestigio della squadra e i tantissimi titoli messi in bacheca nel corso dei decenni, il Santa Lucia Basket Roma è costretto ad alzare bandiera bianca: non parteciperà al prossimo campionato di serie A.

Dopo 37 anni di storia gloriosa, conditi dalla bellezza di 21 scudetti, i fondi non sono sufficienti per permettere al Santa Lucia di proseguire nella sua attività di basket in carrozzina. E così, a distanza di un anno dallo stop alle attività del nuoto, la Fondazione abbandona anche il parquet.

La notizia, che era stata comunicata all’allenatore Carlo Di Giusto e alla squadra dal presidente del Santa Lucia Sport – nonché della Fondazione medesima – Luigi Amadio, è stata ufficialmente confermata dallo stesso Amadio: “Confermo – ha dichiarato – che il Santa Lucia Basket non parteciperà al prossimo Campionato di Serie A. Mi stanno giungendo molti messaggi di solidarietà e di stimolo a cercare una soluzione diversa. Purtroppo una via d’uscita non c’è. La situazione economica e finanziaria della Fondazione impone a me e all’intero management di concentrare le poche risorse disponibili sulle attività fondamentali, che riguardano cura e ricerca. Chiudere la Sezione Sport della Fondazione è un trauma emotivo innanzitutto per me, ma ho dovuto farlo”.

Reazioni immediate già dopo le prime notizie a riguardo. “Sappiamo bene – dice Matteo Cavagnini, pivot e capitano della squadra, a Roma dal 2009 – che si fa fatica e che i sacrifici sono tanti. Ma se io fossi il presidente sarei orgoglioso delle reazioni e dei messaggi di solidarietà che ci stanno arrivando in queste ore. Tutti mi dicono che il movimento ha bisogno del Santa Lucia Basket, che la nostra squadra è espressione della Fondazione. Su Facebook si è scatenata una gara per permetterci di andare avanti e io spero con tutto il cuore che il presidente cambi idea e che, tutti insieme, possiamo trovare una soluzione”.

“Ho appreso con profondo rammarico della decisione da parte della società Santa Lucia Basket di non iscriversi al prossimo campionato”, dichiara il presidente del Cip, Luca Pancalli. “Sono preoccupato e dispiaciuto, perché parliamo di una delle società che hanno fatto la storia della pallacanestro in carrozzina italiana e dell’intero sport paralimpico di questo Paese. Mi auguro, nei prossimi giorni, di poter incontrare i vertici della società per capire se ci siano alternative a questa drastica soluzione”.

Parole di rammarico nell’immediatezza della notizia anche dal presidente della Fipic, la federazione italiana pallacanestro in carrozzina, Fernando Zappile: “Prendiamo atto con profondo rammarico, come tutti, della notizia comunicata dal presidente del Santa Lucia Luigi Amadio al proprio direttore sportivo e allenatore Carlo Di Giusto di chiudere definitivamente il Santa Lucia Basket. In realtà, nessuna comunicazione ufficiale è giunta dal presidente societario in Federazione, né siamo mai stati partecipi di tali intenzioni. Certamente il mio pensiero e quello di tutta la Federazione è di vicinanza agli atleti, a Carlo Di Giusto, nostro direttore tecnico delle nazionali, e a tutti coloro che in quella società hanno fatto la storia di questo movimento”.

La fine del Santa Lucia è uno shock per l’intero movimento nazionale di basket. L’Albo d’Oro della compagine capitolina testimonia infatti una lunga storia di attività e successi: 21 scudetti, 12 Coppe Italia, 5 Supercoppe Italiane, 3 Coppe dei Campioni e 3 Coppe Vergauwen. Senza contare che ai traguardi raggiunti dalla prima formazione, si aggiungono 2 Scudetti e 3 Supercoppe del settore giovanile. Inoltre, nel ranking europeo delle squadre di basket paralimpico, stilato ogni anno dall’International Wheelchair Basketball Federation (IWBF Europe), il Santa Lucia è stato stabilmente tra le prime quattro squadre più forti del continente.

Quello della carenza di fondi è un problema che la Fondazione Santa Lucia attraversa da tempo, fra alterne vicende. D’altro canto, l’assenza di risorse – e la grande fatica a gestire le spese che un’attività ad alto livello sportivo comporta – è una costante della pallacanestro in carrozzina e dell’intero movimento paralimpico. Per questo, se è chiaro a tutti che molte fra le attività della Fondazione Santa Lucia (che è un istituto di ricerca, un ospedale, un centro specializzato nella riabilitazione, un istituto di formazione, e altro ancora) possono e devono avere la precedenza rispetto all’attività sportiva di alto livello, è altrettanto evidente che la speranza è che il reperimento di sponsor dedicati esclusivamente a sostenere l’attività sportiva consenta al Santa Lucia Sport di rimanere in vita e alla squadra di poter continuare a disputare il campionato di serie A. Per il momento però si tratta solo di un auspicio: la realtà, al momento, è che sulla più titolata formazione italiana di basket in carrozzina è calata la parola fine.

Data: 03/06/2016

Fonte: Superabile.it

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