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Bendati, in un campo da tennis, a colpire una pallina sonora

È un po’ come una “cena al buio”, solo che anziché sedersi a tavola e cercare, immersi in una coltre nera, di infilare il cibo sulla forchetta, si scende su un campo da tennis, bendati, e si cerca di colpire una pallina sonora. È il “Blind Tennis”, tennis per non vedenti, che nel nostro Paese è ancora agli albori, ma che nel mondo c’è già chi sta cercando di fare introdurre come disciplina dimostrativa alle Paralimpiadi di Tokyo del 2020.

Mai giocato a Blind Tennis? Sì, proprio al tennis per non vedenti… È un po’ come una “cena al buio”, ma invece che sedersi a tavola e cercare, immersi in una coltre nera, di infilare il cibo sulla forchetta, si scende su un campo da tennis, bendati, e si cerca di colpire una pallina sonora.
«La cosa incredibile che si osserva – spiega Massimo Ferrando, uno dei venti maestri di tennis italiani che possono insegnare questa disciplina – è la rapidità con cui le persone non vedenti che prendono la racchetta in mano per la prima volta imparano a colpire la palla. Spesso, infatti, dopo un’ora di esercizio sono in grado di farlo e questo talvolta non riesce neppure ai “normodotati”. Vedere questa cosa lascia molto sorpresi».

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Data: 26/10/2016

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