Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

REDDITO DI CITTADINANZA: ANALISI DEL TESTO DEFINITIVO E AGEVOLAZIONI

Qualche margine di miglioramento futuro ma resta il problema ISEE e pensione d’invalidità Abbiamo analizzato qualche giorno fa il testo discusso dal Consiglio dei Ministri in materia di Reddito di cittadinanza (Rdc) e Quota 100, andando a vedere nel dettaglio tutti i casi in cui sono previste agevolazioni o variazioni della norma per i disabili o loro familiari. Ora che il Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, possiamo prendere in esame il testo definitivo per vedere se è cambiato qualcosa e anche che cosa. Punto 3) della lettera b) comma 1 dell’Art. 2 “Beneficiari” – Resta invariato quanto inserito nella bozza: per un nucleo familiare di due persone in cui è presente un disabile, la soglia di patrimonio mobile (attestata dall’ISEE) sulla base della quale è stabilito il Reddito di cittadinanza viene aumentata da 6.000 a 11.000 euro. Il tetto aumenta poi di 5.000 euro per ogni ulteriore componente portatore di handicap.

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NON ETERNI RAGAZZI, MA PERSONE AUTONOME CONSAPEVOLI DELLE PROPRIE CAPACITÀ: IL CONVEGNO ERICKSON

Rispettare la dignità, l’autonomia individuale e l’indipendenza delle persone con disabilità; combattere gli stereotipi sull’età (basta con gli eterni “ragazzi”) e promuovere la consapevolezza delle capacità delle persone: sono stralci degli articoli della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, da cui il convegno internazionale trae ispirazione. Al centro il “diritto alla scelta”. Appuntamento a Rimini l’8 e 9 marzo. “Sono adulto”: due parole dal significato profondo se pronunciate da una persona con disabilità che, a un certo punto della sua vita, chiede di viverla. Una richiesta, rivolta ai familiari, a non considerarlo più come un eterno ragazzo. Un appello, rivolto al “mondo”, a lasciarlo libero di scegliere da solo il proprio futuro. “Sono adulto” è il titolo del secondo convegno internazionale organizzato da Erickson al Palacongressi di Rimini venerdì 8 e sabato 9 marzo.

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NON DIMENTICARE GLI ASSISTENTI ALL’AUTONOMIA E ALLA COMUNICAZIONE

«Il riconoscimento giuridico dei 48.000 assistenti italiani all’autonomia e alla comunicazione – scrive Gianluca Rapisarda – e la loro conseguente stabilizzazione nei ruoli dell’Amministrazione Scolastica potrebbero garantire una volta per tutte agli alunni con disabilità un sostegno autenticamente e realmente diffuso in tutto il contesto e non più “delegato” soltanto agli insegnanti specializzati. Ma né il Ministero né la Conferenza Stato-Regioni sembrano avere fretta…». Nei giorni scorsi è stato presentato al Senato l’Ordine del Giorno G.10.100, che impegna il Governo a stanziare risorse in tempi certi e ad erogare fondi stabili agli Enti Locali entro l’estate, onde evitare i cronici ritardi nel pagamento del personale specializzato che opera quotidianamente con gli alunni con disabilità.

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L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LE PERSONE CON DISABILITÀ

«Tutte le nuove tecnologie dovrebbero promuovere l’inclusione e la partecipazione delle persone con disabilità in tutte le fasi della vita e non produrre ulteriore esclusione e discriminazione»: lo ha detto Yannis Vardakastanis, presidente del Forum Europeo sulla Disabilità, nel corso di un importante incontro a Vienna, cui hanno partecipato, insieme a numerosi esponenti del movimento europeo delle persone con disabilità, i rappresentanti di vari “giganti” delle nuove tecnologie, quali Microsoft, Amazon, Facebook e Google. «È un momento emozionante per la tecnologia. Dall’intelligenza artificiale alla robotica, dalla stampa in 3D alle realtà virtuali o alle cosiddette “città intelligenti”, sembra che le tecnologie emergenti in questi anni diventeranno presto una realtà quotidiana.

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«Un’altalena solo per sedia a rotelle – scrivono Claudia Protti, Raffaella Bedetti e Alessandra Corradi – non è un gioco inclusivo, perché la parola “inclusivo” vuol dire permettere a tutti di fruire di un qualcosa nello stesso momento e nello stesso luogo e quindi è implicito il concetto di condivisione sociale/aggregativa, che è il contrario appunto della ghettizzazione e della discriminazione. Un’altalena che fa dondolare in solitudine un bambino o una bambina, già isolato dall’essere su una sedia a rotelle, non include nessun altro coetaneo». Abbiamo visto nei giorni scorsi un servizio del TGR Bolzano su un’iniziativa di raccolta firme per installare un’altalena «per disabili» in ogni parco giochi di Bolzano, come quella che già è stata posizionata in un parco della stessa città, iniziativa promossa dal consigliere comunale Kevin Masocco.

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