La Salute in Comune - 2015

Calcio Balilla: palla al centro….delle relazioni

La Cooperativa Sociale Animazione Valdocco è un colosso nel mondo del sociale: impiega circa 1.400 lavoratori che operano in diversi servizi per offrire aiuto al maggior numero di persone possibile.

Da 4 anni la Cooperativa si occupa di Calcio Balilla: il 20 luglio, presso i Giardini Reali, Beppe Quaglia ha raccontato come è nata l’idea di questa iniziativa.
Il merito è di un educatore del Servizio di Salute Mentale della Valle d’Aosta, arbitro professionista della Federazione del Calcio Balilla: lui ha proposto questa
attività anche agli altri Servizi della Salute Mentale del Piemonte e in poco tempo il Calcio Balilla è diventato simbolo di unione e della stessa Cooperativa.

Perchè?

Perchè il calcetto diventa uno strumento di relazione, dove più che di un vero e proprio allenamento si necessita di un affiatamento con il proprio compagno
di squadra e di tanta, tanta pratica.

Se pensate al Calcio Balilla come un semplice hobby sbagliate: vi è un mondo all’interno della sinergia che si instaura tra chi gioca. E’ un lavoro di squadra
ove contano i riflessi, la forza nel tiro ma soprattutto la relazione con gli altri: si gioisce se si fa goal, ci si deprime se si subisce un punto. Si crea una sorta di bolla all’interno della quale è focalizzata l’attenzione e il pathos dei quattro giocatori; anche il corpo ha un ruolo fondamentale perchè giocando
vi è il contatto fisico con il proprio compagno, ed i gesti creano un linguaggio non corporeo ma di indubbio significato.

Il progetto comprende la proposta di laboratori per spiegare le regole ufficiali del Calcio Balilla (nonostante vi siano delle variabili da zona in zona) e vi  sono dei veri e propri Campionati Italiani che la Federazione organizza e dove possono partecipare anche i ragazzi che provengono dai Servizi.
In particolare il 2014 ha rapprestato il Primo Campionato Nazionale per la psichiatria, dal nome “Matti per Il Calcio Balilla”.

Per concludere citando una frase di Beppe sul palco: “Il Calcio Balilla è l’arte dell’imprevisto!”.

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!