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Calcio contro mine antiuomo, a Kabul si gioca per ricostruirsi una vita

Le mine antiuomo, sparse in tutto l’Afghanistan per decenni, hanno privato migliaia di persone della capacità di fare le cose più elementari, come muoversi liberamente. Affrontare la vita con una disabilità può essere estremamente difficile, soprattutto in un paese dove mancano servizi sociali e si lotta per sopravvivere.

A fare la differenza tra disperazione e speranza a volte ci pensa il calcio, quello più vero. Al centro di riabilitazione di Kabul supportato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, il football aiuta le persone a incontrare chi sperimenta le stesse difficoltà quotidiane e a trovare la forza per guardare avanti.

LA STORIA DI NOOR, PALLONE E GAMBA ARTIFICIALE

«Il mio nome è Noor Rahman. Ho 17 anni e sono un giocatore di calcio giovanile. Ho perso la mia gamba circa quattro anni fa. Stavo andando a scuola quando una bomba è esplosa in strada. Ho perso anche l’udito per un anno. Ho smesso di andare a scuola e la mia vita sembrava distrutta. Al centro di riabilitazione ho potuto sentire di nuovo. Ho anche ricevuto una gamba artificiale e ho imparato a camminarci e a giocare.»
Dal 2008, i giocatori selezionati dal “Team of the Year” hanno offerto il loro premio all’ICRC per sostenere le vittime delle mine antiuomo e le persone con disabilità. Quest’anno i fondi donati andranno in Afghanistan.
Per votare il Team dell’anno: http://en.toty.uefa.com/
L’ICRC con i suoi programmi di riabilitazione fisica lungo tutto l’Afghanistan nel 2014 ha dotato 95.000 vittime di mine di arti artificiali, e 320.000 persone hanno ricevuto servizi di riabilitazione fisica, compresa la fisioterapia. Nel 2015 sono arrivate a oltre 100.000 coloro che hanno fatto riabilitazione. E 6.900 nuovi pazienti in stato di bisogno sono stati registrati e avviati alla rieducazione.

Autore: Paola Grechi

Data: 29/12/2015

Fonte: Sociale.corriere.it

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