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Canottaggio: l’Armida ad Amsterdam con il Para-rowing

Da Torino ad Amsterdam, dalla d’Inverno sul Po alla Heineken Regatta. Un’avventura cominciata un paio di anni fa sotto la Mole, solcando le acque del Po, vivrà la sua conclusione il prossimo fine settimana tra i canali della capitale olandese. I protagonisti sono Matteo Bianchi, Manuel Vaccaro, Alessandro Rossi, Matteo Bongiovanni, Giovanni Rastrelli, Umberto Giacone, Lorenzo Sforza e Andrea Appendino, i componenti dell’equipaggio chiamato 8+ Open Mind che prenderà parte alla 43esima edizione della manifestazione remiera organizzata dalla A.S.R. Nereus. Sarà l’unica formazione, tra le 400 presenti, interamente composta da atleti con disabilità intellettive; sarà anche la prima volta che un equipaggio di questo tipo parteciperà a un evento aperto a tutti, senza una categoria para-rowing. Gli otto ragazzi, tutti tesserati per la società Canottieri Armida, partiranno venerdì e la sera stessa dell’arrivo è prevista la cena di gala. Sabato mattina alle 11.30 la partenza. La prima giornata di gare sarà dedicata alle qualificazioni, con una prova sui 2500 m e una molto più breve di 250 m. I migliori accederanno ai 750 m e ai 5000 di domenica.

“Esserci è una grande soddisfazione e respirare l’atmosfera di una manifestazione internazionale del genere sarà già di per sé una vittoria” afferma il tecnico federale Cristina Ansaldi, “ma abbiamo anche obiettivi cronometrici e cioè migliorare le prestazioni stabilite qui sul Po su analoghe distanze”. Cristina lavora con atleti diversamente abili dal 2001, anno in cui portò all’Armida quattro ragazzi ipovedenti, i suoi primi allievi. L’idea di partecipare alla Heineken Regatta nacque circa tre anni fa: “a partire dal 2010 abbiamo partecipato a manifestazioni internazionali ma sempre in contesti promozionali” spiega, “il prossimo week end sarà tutto diverso, perché il nostro otto gareggerà alla pari con i normodotati, provenienti da tutta Europa e nord America”.

L’equipaggio, simile a quello che volerà ad Amsterdam, venne provato per la prima volta alla d’Inverno sul Po 2013. Da allora ha subito qualche modifica e un anno fa ha iniziato a lavorare in vista di sabato e domenica. Seguito da Cristina e dai tecnici Filippo Cardellino (Armida) e Federico Vitale (Cerea), è passato attraverso selezioni regionali, allenamenti in barca, a terra e anche di corsa nel parco del Valentino. E tra pochi giorni vedrà il traguardo; ma sarà solo il primo e dai Paesi Bassi ripartirà per una nuova avventura.

Fonte: sportorino.com

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Vittoria Trussoni

Vittoria Trussoni

Mi chiamo Vittoria, sono nata nel 1985 e se mi chiedete qual è il mio mestiere la risposta è…non lo so.

C’è chi dice una “comunicatrice”, chi una pseudo reporter in erba, chi un’educatrice mancata e chi una mantenuta. Insomma potrei essere tutto o niente, ma tento di fare quello che mi piace, senza troppe pretese dato che non sono specializzata in nulla.

Sono laureata in Lettere ma, al di là di una discreta cultura (che anche lì è da provare), non ho sfruttato al meglio la mia triennale letteraria, preferendo buttarmi nel mondo del sociale. E’ quasi tre anni che collaboro con l’Associazione e grazie alle splendide persone che la popolano e alla educativa esperienza del servizio civile volontario, ho scoperto cosa mi piacerebbe fare nella vita – al di là della fattora eh, ma quella è un’altra storia.

Adoro stare in mezzo alle persone, dedicare il mio tempo agli altri, conoscere, informarmi, curiosare in giro. Fare polemica, ridere, scherzare e soprattutto parlare parlare parlare. Sono un’inguaribile logorroica.

Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo ho imparato a cercare la fiducia in me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta!

In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta, casinista e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche, soprattutto se penso di avere ragione (sono un ariete, ho detto tutto!) ma sono entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele.

Ecco, ho scritto già troppo!