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Case senza barriere, i suggerimenti di architetti e ingegneri

Promuovere l’accessibilità ambientale per persone disabili: gli esperti suggeriscono soluzioni per eliminare barriere architettoniche e percettive. Ma la parola d’ordine è formazione a tutto campo per i professionisti dell’edilizia.

In Italia “abbiamo una cultura dell’accessibilità parziale e incompleta. Fino a qualche anno fa la ricerca progettuale di soluzioni per l’accessibilità pubblica o privata si è riferita, più o meno consapevolmente, alle esigenze di due tipologie di disabilità molto specifiche: le para e tetraplegie e l’ipovisione. Oggi sappiamo che questi criteri non bastano: ogni persona presenta esigenze diverse, nelle varie fasi della sua vita”. A chiarirlo nell’ultimo numero del Magazine Superabile Inail è l’architetto Michele Marchi, autore del volume Design for Duchenne. Linee guida per il progetto di costruzione o ristrutturazione di abitazioni per famiglie Duchenne, edito da Franco Angeli e rivolto sia alle persone con disabilità e ai loro familiari sia ai professionisti. Con preziose informazioni e linee guida per la costruzione e ristrutturazione di edifici residenziali accessibili a chi ha forme di disabilità motoria: infatti “la normativa italiana relativa all’accessibilità di spazi e servizi non include le esigenze specifiche degli utenti con queste problematiche”, osserva Marchi, convinto che debba crescere la formazione al design for all: “Un metodo progettuale rivolto al soddisfacimento e all’inclusione della maggior quantità di utenti possibile”. Infatti, mentre i manuali già pubblicati “si concentrano sugli spazi interni all’abitazione, la necessità e l’intenzione sarebbe quella di proseguire il lavoro su tematiche inerenti gli accessi, i trasferimenti orizzontali e verticali, le pertinenze, il garage, gli spazi comuni in condomini o palazzi”.

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Data: 16/10/2016

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