La Salute in Comune - 2014

Centri Ospedalieri Trasfusionali: le sfide della Regione Piemonte

sangue-trasfusioniIl sangue non è riproducibile in laboratorio e per questa ragione è fondamentale la collaborazione di tutti coloro che hanno le condizioni fisiche necessarie alla donazione. Insieme ai suoi componenti (globuli bianchi, globuli rossi, piastrine, plasma, plasma derivati) costituisce per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza nei servizi di primo soccorso, negli interventi chirurgici, nei trapianti di organo, nella cura dei tumori e delle varie forme di anemia, in caso di intossicazioni da farmaci e in numerose altre patologie quali la talassemia.

Il CRCC, Centro Regionale di Coordinamento e Compensazione della Regione Piemonte – spiega la Responsabile Rosa Chianese – si fonda su di una integrazione funzionale articolata, basata sull’omogeneità delle procedure e, in particolare, sulla coerenza delle basi dati dislocate sul territorio.

Chi desidera donare il sangue, infatti, può rivolgersi non solo alle associazioni ma anche ai centri ospedalieri trasfusionali, che hanno saputo creare una rete: il donatore può quindi recarsi dove desidera per depositare il proprio sangue, sia presso questi centri sia iscrivendosi alle associazioni, scegliendo il luogo a lui più congeniale. I centri trasfusionali hanno un punto di raccolta presso cui si può effettuare la donazione del sangue: essa avviene mediante un salasso, che prevede che il donatore, successivamente alla visita di idoneità e alle dovute procedure, si accomodi su una poltrona ove gli verrà prelevato il sangue in circolo per porlo all’interno di una sacca posta su di una bilancia. La donazione dura circa 5-7 minuti, in base alla vena.

Differente è la donazione mediante aferesi, come quella del plasma, delle piastrine o di due componenti: in questo caso specifico viene prelevato il sangue, ma esso viene subito lavorato attraverso una apparecchiatura che prende il nome di separatore cellulare ove gli emo-componenti (ovvero i prodotti del sangue) sono separati, riuniti in sacche, e ciò che non viene raccolto è così restituito, attraverso la stessa vena. Questa pratica si presenta più duratura del semplice salasso, oscillando in media dai 30 ai 45 minuti a seconda della caratteristica delle vene e della velocità di prelievo.

Nel caso del prelievo “classico” le sacche vengono lavorate in un secondo momento, ove il sangue viene separato nei suoi componenti ottenendo globuli rossi, piastrine e plasma.

Una volta avvenuta la raccolta del sangue, nel caso in cui siano rilevate situazioni patologiche, il donatore viene in estrema riservatezza contattato, parla con un medico ed esegue ulteriori accertamenti di controllo per capire se si tratti di una situazione temporanea a breve risoluzione o di una problematica per cui è importante rivolgersi ad una struttura specializzata.

Nel caso invece in cui invece non vi siano complicazioni, il donatore dopo il salasso rimane per un breve tempo presso il centro ove ha donato, in modo tale che se avesse dei capogiri possa essere assistito…ma ciò è raro!

La lavorazione del sangue viene effettuata con estremo rispetto, gestita con cura, senza sprechi: si tratta di un prodotto prezioso. Ogni azienda sanitaria della Regione è dotata di un centro trasfusionale, e il coordinamento è tra i vari centri: si crea così La Rete di cui precedentemente accennato, che permette di gestire eccedenze-mancanze compensando le necessità, sia all’interno della Regione sia come partecipazione ed aiuto a livello nazionale.

Il Piemonte è la Regione che dà il maggior contributo all’autosufficienza del Paese, sostenendo zone più carenti. La rete raccoglie e gestisce le informazioni provenienti dai centri trasfusionali, relativi ad esempio alla salute del donatore e alla sorveglianza epidemiologica: questi dati sono lo specchio di quello che accade alla popolazione. Tali referti vengono quindi analizzati in ambito regionale e trasferiti a livello nazionale: tutte le Regioni devono svolgere questa importante operazione.

Viene inoltre fatta una programmazione annuale dei fabbisogni rispetto a quella che si prevede sarà la necessità trasfusionale, aiutando per l’appunto le Regioni in difficoltà, coordinando la raccolta del sangue in funzione del fabbisogno dei pazienti: la rete funge da osservatorio posto al di sopra delle esigenze locali, con il compito di armonizzare le necessità di tutti i luoghi su un piano più vasto. Le criticità esistono: sul versante “raccolta” del sangue vi è un importante impegno da parte di tutte le realtà, ospedaliere come associative. Si funziona in armonia, ma non è facile educare alla solidarietà e organizzare la chiamata dei donatori in base alle settimane dell’anno (il sangue scade, non può essere conservato all’infinito ed è bene valutare i periodi in quanto vi sono mesi, come quelli estivi, in cui la donazione è più carente a causa della partenza per le vacanze).

Un’altra grande sfida che sta affrontando il Sistema, in un momento di grande crisi economica come quello che stiamo vivendo, è quella di una riorganizzazione, di un accentramento nei centri di lavorazione del sangue: ma per far ciò occorre un investimento che in questo momento è molto difficile compiere.

Infine, l’ultima grande sfida è quella dell’accreditamento, secondo i requisiti europei: questo obiettivo coinvolge i centri quanto le associazioni che partecipano direttamente alla raccolta del sangue. L’operazione di ricerca del sangue è identica per entrambe le realtà e questo comporta che vi siano parametri di sicurezza condivisi a livello europeo, rispondendo inoltre alla necessità di rendere tutto documentabile perché possa essere verificato in loco durante le visite ispettive.

Per Associazione Volonwrite
Claudia Cespites

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The Author

Giada Morandi

Giada Morandi

Ho inseguito tutti perchè si descrivessero, adesso però non ho più scuse… tocca a me!

Che dire?

Psicologa per passione, letteralmente inciampata nel mondo della comunicazione sociale nel 2007, grazie ad una borsa lavoro per persone con disabilità fisico-motoria presso il Servizio Passepartout del Comune di Torino.

In carrozzina da sempre (o quasi, ma mi sembra che la mia vita sia cominciata da lì!) oggi mi occupo di alcune attività legate al Progetto Prisma del Comune di Torino e della gestione di questo pazzo, colorato, vivace, allegro gruppo di ragazzi di Volonwrite.

….ma la prossima volta che ci viene in mente di aprire una sezione chi siamo sul sito, andiamo a berci un caffè?

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