Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Dai primi anni ’90 il mio percorso di vita s’intreccia indissolubilmente con l‘hobby della scrittura, che si è evoluta in una passione morbosa per quell’affascinante mondo che è il giornalismoDa un punto di vista meramente fisico la mia scrittura ha seguito pari passo l’evoluzione tecnologica: sui banchi delle elementari mi arrabattavo faticando sui tasti di una macchina da scrivere che, negli anni, si faceva elettrica, poi elettronica, fino ad informatizzarsi e divenire pc davanti alla cattedra del caro ITC di Settimo Torinese. Detto, per sommi capi dell’input, come si conformava l’output? Con una scarsa brillantezza nelle materie più tecniche, a discapito della tipologia di studi, compensata da una buona attitudine nelle materie letterarie. Dai temi scolastici ai pezzi giornalistici il passo è stato relativamente breve. È nata così, sui banchi di scuola, questa mia passione per la scrittura, una modalità di comunicazione che va a sopperire alle difficoltà nell’espressione verbale, compromessa dalla mia disabilità.

In aggiunta a questa esigenza, sorta inconsciamente, c’è stato e c’è un altro elemento fondamentale, la voglia di raccontare il mio mondo, nella fattispecie, quella disabilita, che negli anni si è articolata in molteplici evoluzioni, in svariati rivoli, un universo le cui trasformazioni vanno trasmesse col fermento che gli è congeniale, mettendo al bando toni pietistici oramai davvero antiquati. Con questa cifra ho affrontato le prime collaborazioni giornalistiche su testate locali, nella mia fase di vita settimese (sono nato e ho vissuto a Settimo Torinese per trentasette anni). Giunto a Torino, mi sono ancora occupato di disabilità per poi misurami anche con altri temi (politica, cultura, sociale, calcio). Questa nuova avventura che si presenta è molto affascinante, mi offre l’opportunità di riprendere pienamente possesso di questo microcosmo, nel quale sto peregrinando da alcuni anni con una soglia di attenzione non adeguata all’abbisogna. Cercherò di fornire una visione “dal di dentro” di questa disabilità che non smette di evolversi, tentando di coglierne sfumature anche lievi, con racconti, flash, istantanee che non lesineranno rilievi critici ove necessario, ma sempre con un fare costruttivo e di condivisione.