Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

Mi chiamo, o meglio mi chiamano, Simone; sono nato nel 1991 e i miei anni sono tanti ma sono ancora pochi. Mi piace la pasta della pizza cruda e detesto le persone che suonano il clacson ai semafori.

A casa ho una chitarra appesa al muro, un pianoforte elettrico in mezzo alla stanza e un microfono che mi guarda un po’ sconsolato, cerco di curarli come meritano. Quando sto bene scrivo, senza sapere esattamente cosa e perché. Qualcuno ha poi il brutto vizio di chiamarmi regista quando la verità è che alle volte confondo attori e personaggi. Lavoro aggratis per un’associazione che da cinque anni da a me sicuramente di più di quello che do io a lei (grazie Amnesty International) e faccio l’educatore in una comunità per rifugiati.

Quando mi chiedono di presentarmi racconto sempre ciò che più o meno faccio e mai quello che alla fine sono: è una buffa deformazione di questa parte di mondo, prendiamola per come viene e lasciamo che la nostra identità si costruisca attraverso il riflesso di quello che combiniamo per noi stessi, per gli altri. L’importante del resto è fare bene.

Per Volonwrite ho il piacere di lavorare ormai da qualche anno e che dire, il volontariato è davvero la forza che porta avanti le cose. Mi occupo di scrivere articoli e di intervistare i malcapitati; fin ora non ho offeso né messo in imbarazzo nessuno, credo.

Ps. Quella nella foto è una meringa gigante