Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

A Torino è nata “Casa Marti”, la residenza fittizia per donne vittime di violenza. L’iniziativa, nata nell’ambito dell’apposito tavolo inter-assessorile su richiesta del Centro Antiviolenza della Città di Torino, garantirà la riservatezza anagrafica a chi vive in situazione di pericolo potenziale e reale assegnando la residenza presso l’assessorato ai diritti in Via Corte d’Appello 16, luogo dove verranno recapitate anche tutte le comunicazioni (comprese quelle postali).

La residenza fittizia torinese, una delle prime in Italia, rappresenta il frutto di diverse disposizione legislative nazionali e locali, tra cui la delibera di Giunta “Torino libera dalla violenza di genere”: “Voglio ringraziare – ha dichiarato la sindaca Chiara Appendino – gli uffici e gli assessorati a welfare, anagrafe e sicurezza per lo straordinario lavoro fatto: con questo atto toglieremo una barriera amministrativa a chi subisce violenze sulla propria pelle e su quella dei propri figli. Credo e spero che Torino possa rappresentare un modello come successo in passato con le trascrizioni dei figli delle famiglie arcobaleno, anche se occorre fare di più”.

Il provvedimento, dedicato all’attivista e poeta Marti Gianello Guida (firma decisiva della delibera sopra citata, ndr), mette Torino all’avanguardia nella prevenzione della violenza di genere: “Daremo la possibilità – ha aggiunto l’assessore ai diritti Marco Giusta – di iscriversi a chi ne farà richiesta, facendo scomparire i dati reali dall’anagrafe senza dover richiedere l’autorizzazione della magistratura; da quel momento risulteranno residenti in assessorato. La violenza è un problema culturale e, come tale, deve essere trattata come priorità da parte di tutti gli assessorati competenti”.

Per quanto riguarda il territorio torinese, infine, i dati stanno confermando una situazione sempre più preoccupante: “Nel 2018 – ha spiegato la responsabile del Centro Antiviolenza della Città Patrizia Campo – le donne che si sono rivolte a noi e ai nostri sportelli sono state circa 1900; gli accessi alle strutture del 2019, invece, sono stati 220, ben 50 in più dell’anno precedente”.

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