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Concorso: sono 6.101 i posti per il sostegno

Il Miur ha comunicato i numeri esatti per il prossimo, imminente concorso. In arrivo 63.712 assunzioni, di cui 6.101 sul sostegno. Per la prima volta gli aspiranti docenti concorreranno esplicitamente per un posto di sostegno, che ha un bando di concorso dedicato. Debutto anche per gli insegnanti di italiano come L2: ma attenzione, che non diventino la scusa per una didattica separata.

Il bando per il concorso tanto atteso ancora non c’è – «la pubblicazione è in dirittura d’arrivo», dice il Miur – ma in Ministero ha reso noti ieri i dettagli dell’imminente concorso per docenti previsto dalla legge Buona Scuola. I posti totali sono 63.712, di cui 57.611 comuni e 6.101 di sostegno. Il concorso si svolgerà con le nuove classi di concorso (il regolamento non è ancora stato pubblicato in GU), che ha rivisto le classi di concorso (detto banalmente che laurea ci vuole per insegnare una determinata materia scolastica), accorpandone alcune e inserendone di nuove. Per esempio la nuova classe di tecnologie e tecniche della comunicazione incorporerà ben 6 delle classi di concorso attuali, mentre i laureati in ingegneria per la prima volta potranno insegnare matematica e scienze alle medie.

Per la prima volta il concorso prevede un bando ad hoc per il sostegno (i bandi saranno tre: per infanzia e primaria, per secondaria di I e II grado, per il sostegno). Una scelta che va nella direzione (alquanto discussa) della creazione di appositi ruoli per i docenti di sostegno e della “separazione delle carriere” fra l’insegnante di materia e l’insegnante di sostegno: un nodo che dovrà essere sciolto all’interno della delega contenuta nella legge 107. Più della metà dei posti di sostegno a concorso saranno sulla scuola primaria (3.799), seguiti dai 1.023 sulla secondaria di secondo grado. Alla secondaria di primo grado ci sono 1.023 cattedre di sostegno e altre 304 alla scuola dell’infanzia.

Una novità sono anche i 506 posti banditi sulla nuova classe di concorso A023, relativa all’insegnamento dell’italiano come seconda lingua. «Ben venga la specializzazione degli insegnati, perché l’italiano L2 è una vera disciplina», commenta Milena Santerini, deputato nel gruppo Per l’Italia-Centro Democratico, docente di pedagogia all’Università Cattolica e Direttrice del Centro di Ricerca sulle Relazioni interculturali: «Purché questo non autorizzi in nessun modo delle deleghe in classe o una didattica separata per gli alunni con cittadinanza non italiana». È un po’ la stessa discussione che c’è attorno all’insegnante di sostegno: la specializzazione è necessaria, ma non deve succedere – come è capitato con il sostegno – che si crei una “diade” insegnante-bambino. «Perché non ho capito che ruolo avranno questi insegnanti. Deve essere un insegnante con una specializzazione in più, non l’insegnante degli alunni con cittadinanza non italiana». Gli alunni con cittadinanza non italiana sono 805.800 (as 2014/2015, fonte Gli Alunni stranieri nel sistema scolastico italiano del Miur), pari al 9,2% del totale degli alunni. Di essi, il 51,7% è nato in Italia.

Quanto alle modalità del concorso, il Miur ha confermato che non ci sarà una preselezione: la prima prova del concorso sarà uno scritto e si svolgerà al computer. Lo scritto prevede 8 domande sulla materia di insegnamento, di cui 2 in lingua straniera (inglese, francese, tedesco o spagnolo, per la primaria obbligatoriamente inglese). Sei quesiti saranno a risposta aperta (di carattere metodologico e non nozionistico) e 2 (quelle in lingua) a risposta chiusa, articolate in 5 sotto-quesiti. L’orale invece sarà di 45 minuti: 35 per una lezione simulata e 10 di interlocuzione fra candidato e commissione.

Autore: Sara De Carli

Data: 19/02/2015

Fonte: Vita.it

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