Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

di Marco Berton

Domenica 26 aprile è uscito, come sicuramente tutti sapranno, il nuovo DPCM che introduce le linee guida per la cosiddetta “fase 2” dell’emergenza coronavirus. Sulla disabilità, il decreto si esprime all’articolo 8 prevedendo la riattivazione dei servizi e centri socio-sanitari, socio-educativi, sociali e socio-lavorativi, affidando le modalità di riapertura alle regioni. A proposito si sono espressi sia il presidente di FISH Vincenzo Falabella che quello di ANFFAS Roberto Speziale.

A bocciare totalmente i provvedimenti previsti è Speziale: “La disabilità – ha dichiarato (come riportato dal sito ufficiale di ANFFAS) – continua ad essere letteralmente ignorata, non solo nei provvedimenti ma anche nelle comunicazioni istituzionali. Le perplessità principali riguardano l’affidamento dell’organizzazione della ripresa alle regioni: in questo modo, il governo condanna le persone con disabilità e i loro familiari a continuare ad assistere ad un vergognoso scarica barile tra le diverse articolazioni dello Stato, mentre si continuano a negare livelli essenziali di assistenza che, invece dovrebbero essere garantiti in modo omogeneo, semplice ed agevole, a tutti i cittadini con disabilità, a prescindere dal loro luogo di vita”.

Secondo Speziale, si sarebbe dovuto e potuto fare di più: “Chi sta progettando la fase 2 – prosegue – non sembra essersi minimamente reso conto che, per le persone con disabilità, i non autosufficienti e per i loro familiari, continueranno ad essere vigenti le rigide e stringenti prescrizioni e limitazioni precedenti. A tal fine sarebbe stato almeno opportuno indicare la non più procrastinabile necessità di mettere in atto i servizi compensativi, anche attraverso la costituzione delle previste unità speciali”.

Più cauto ma ugualmente dubbioso Falabella: “Alle numerose richieste pervenute ai nostri sportelli e alle nostre associazioni federate – dichiara – rispondiamo che questo DPCM non contiene ancora quelle misure a sostegno delle famiglie che pure il Presidente del Consiglio ha preannunciato ieri sera. Il primo atto in cui ci si può attendere un’azione decisa a sostegno delle famiglie è notoriamente il decreto legge che il Consiglio dei Ministri dovrebbe approvare a breve”.

Il presidente di FISH si augura provvedimenti urgenti su congedi, permessi, bonus e sostegni: “Su questi aspetti – aggiunge – serve chiarezza e velocità affinché non si ripeta la vergogna della mancata applicazione dell’articolo 26 del decreto Cura Italia che avrebbe consentito ai lavoratori con grave disabilità o con rischi immunitari di astenersi dal lavoro fino a fine aprile. Serve un intervento strutturale a sostegno dell’emergenza che tante persone con disabilità, famiglie e caregiver stanno attendendo: non solo servizi ma anche sostegni di natura economica come l’innalzamento delle pensioni e degli assegni per invalidità civile a 600 euro”.

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