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Correre da seduti…si può!

Il nostro amico Marco, dopo essere tornato da Lourdes ed aver conosciuto l’incredibile storia di Giusy Versace, cominciò a dire ai suoi genitori ” Voglio correre anch’io!”

Loro, un po’ imbarazzati, sorridevano solamente. Marco ripetè la stessa frase anche alla sua fisioterapista, che gli rispose “Caro Marco, nulla è impossibile!”

Lui :” Come posso fare ?”;

Lei: ” Se vuoi possiamo fare un lavoro di sperimentazione insieme.”

Marco rimase un po’ sorpreso e non disse nulla.

Un giorno, un suo amico gli propose: ” Perché non andiamo a fare un giro, ti porto in piazza D’Armi dove io vado a correre” . Marco gli rispose ” Ok, prendiamo la mia carrozzina elettrica!”

Il suo amico gli disse: “No, facciamo una cosa: visto che vedi poco bene, oggi andiamo con quella manuale e io ti illustrerò il percorso, poi la prossima volta che tu saprai già il percorso, prenderemo quella elettrica va bene?”

Marco gli rispose ” Bravo amico hai capito tutto!”

Così quel sabato pomeriggio andarono in piazza D’Armi a piedi, l’amico di Marco gli illustrò tutto il percorso che lui cercò di imparare.

Un giorno di sole il suo amico lo chiamò e gli disse ” ciao Marco! Che ne dici se oggi andiamo in piazza? Ci vediamo verso le 15 va bene?”

Marco: ” Certo amico a dopo!”. Così quel giorno andarono insieme in piazza e arrivati a destinazione, Marco disse al suo amico: ” Io voglio Correre come Giusy”.

Allora l’amico cercò degli spazi ampi e senza pericoli e con la sua voce guidò  Marco “Vai! Ferma! Destra! Sinistra! Indietro!” : prestò i suoi occhi a Marco così anche lui potette correre come Giusy, però da seduto.

Marco

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Claudia Cespites

Claudia Cespites

Ci sono persone che da subito nascono con la vocazione per il mondo del sociale: sognano di diventare educatori, assistenti sociali, insegnanti.
E poi ci sono persone che nel colorato panorama del sociale ci "inciampano" per caso, come è successo a me. A differenza di tanti miei colleghi dell'associazione io provengo da un mondo completamente differente, con studi in comunicazione e marketing e con un contratto di lavoro come addetta ufficio presso un supermercato alimentare: ero abituata a confrontarmi con numeri e dati, più che con le persone.
Ma a volte, per fortuna, la vita ti riserva percorsi di crescita personale e professionale imprevedibili, che cambiano completamente il tuo modo di pensare e la prospettiva con cui ti rapporti a ciò che ti circonda.
Da quando, due anni fa, ho risposto a quell'annuncio di stage in comunicazione sociale presso l'Associazione Volonwrite, la mia vita è cambiata.
Ad oggi mi chiedo come sarebbero stati i miei giorni senza questa realtà: sicuramente più grigi, più "soli" e più superficiali...
A Volonwrite devo tantissimo: per me si tratta di una seconda famiglia, più che di un'associazione...e si sa, la famiglia non si abbandona mai!

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