Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

La giornata di domenica 12 Luglio è stata dedicata al tema della salute e dei diritti nel sud del mondo. In particolare è stata approfondita la situazione nello Stato della Guinea-Bissau tramite le esperienze di un medico, Quintino Badam e di un infermiere professionale, Mario Tchuda all’interno dell’ospedale di Cumura e al sostegno fornito loro dall’Asl di Biella, dall’ordine dei padri francescani, per i quali è intervenuto Padre Gianfranco, di origini venete ma in Guinea da molti anni, l’associazione Abala Lite e la Fondazione Maria Bonino di Biella.

Per Abala Lite abbiamo potuto ascoltare le parole di Salvatore Merola. L’associazione è nata nel 2008 e si occupa di portare avanti progetti di sviluppo in Guinea-Bissau, Stato dell’Africa occidentale di circa 36.000 km2 e 1.300.000 abitanti, ed ex-colonia portoghese.

Salvatore ci ha raccontato che Abala Lite guarda ai villaggi e in particolare all’aspetto della salute, intesa sia secondo un aspetto medico che di benessere generale della persona: il nome Abala Lite infatti significa proprio “Come stai”.

Cosa c’entra dunque questa associazione con la città di Biella? La risposta è nel progetto di formazione del personale ospedaliero della città di Comura, Guinea. I contatti sono stati sviluppati inizialmente tra l’ospedale di Biella e quello di Comura grazie al Sindaco di Casalborgone e Abala Lite. L’ospedale piemontese si è reso disponibile ad accogliere un medico ed un infermiere professionale per il periodo di due mesi grazie anche al sostegno economico della Fondazione Bonino di Biella. L’aggiornamento in cui Quintino e Mario sono coinvolti consiste in una formazione specialistica sulle tecniche di anestesia e interventi in sala operatoria. Come infatti raccontano i due medici, la formazione in Guinea è carente; essa è infatti piuttosto generica e non prevede specializzazioni. Le tecniche   apprese in Italia dunque sono un tesoro importantissimo nel lavoro dei due medici all’interno dell’ospedale, a partire dalla pratica dell’epidurale fino alle tecniche per agire in modo più efficace sui casi di lebbra, moltro frequenti nel Paese.

Quintino e Mario ci hanno infine raccontato le loro speranze, che sono di una futura collaborazione tra medici ed infermieri, nella messa in pratica di quanto appreso: ogni piccolo cambiamento sarà in ogni caso un grande cambiamento per la loro gente e per il loro Paese.

Ciò che allo stesso modo ci ha detto augurarsi Salvatore è che l’impegno profuso da Abala Lite abbia un solo tipo di restituzione, quello del miglioramento della salute dei villagi in Guinea-Bissau; quello che si sta gettando è solo un chicco di riso, ma da esso potranno crescerne molti altri.

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