La Salute in Comune - 2015

Da un chicco di riso

La giornata di domenica 12 Luglio è stata dedicata al tema della salute e dei diritti nel sud del mondo. In particolare è stata approfondita la situazione nello Stato della Guinea-Bissau tramite le esperienze di un medico, Quintino Badam e di un infermiere professionale, Mario Tchuda all’interno dell’ospedale di Cumura e al sostegno fornito loro dall’Asl di Biella, dall’ordine dei padri francescani, per i quali è intervenuto Padre Gianfranco, di origini venete ma in Guinea da molti anni, l’associazione Abala Lite e la Fondazione Maria Bonino di Biella.

Per Abala Lite abbiamo potuto ascoltare le parole di Salvatore Merola. L’associazione è nata nel 2008 e si occupa di portare avanti progetti di sviluppo in Guinea-Bissau, Stato dell’Africa occidentale di circa 36.000 km2 e 1.300.000 abitanti, ed ex-colonia portoghese.

Salvatore ci ha raccontato che Abala Lite guarda ai villaggi e in particolare all’aspetto della salute, intesa sia secondo un aspetto medico che di benessere generale della persona: il nome Abala Lite infatti significa proprio “Come stai”.

Cosa c’entra dunque questa associazione con la città di Biella? La risposta è nel progetto di formazione del personale ospedaliero della città di Comura, Guinea. I contatti sono stati sviluppati inizialmente tra l’ospedale di Biella e quello di Comura grazie al Sindaco di Casalborgone e Abala Lite. L’ospedale piemontese si è reso disponibile ad accogliere un medico ed un infermiere professionale per il periodo di due mesi grazie anche al sostegno economico della Fondazione Bonino di Biella. L’aggiornamento in cui Quintino e Mario sono coinvolti consiste in una formazione specialistica sulle tecniche di anestesia e interventi in sala operatoria. Come infatti raccontano i due medici, la formazione in Guinea è carente; essa è infatti piuttosto generica e non prevede specializzazioni. Le tecniche   apprese in Italia dunque sono un tesoro importantissimo nel lavoro dei due medici all’interno dell’ospedale, a partire dalla pratica dell’epidurale fino alle tecniche per agire in modo più efficace sui casi di lebbra, moltro frequenti nel Paese.

Quintino e Mario ci hanno infine raccontato le loro speranze, che sono di una futura collaborazione tra medici ed infermieri, nella messa in pratica di quanto appreso: ogni piccolo cambiamento sarà in ogni caso un grande cambiamento per la loro gente e per il loro Paese.

Ciò che allo stesso modo ci ha detto augurarsi Salvatore è che l’impegno profuso da Abala Lite abbia un solo tipo di restituzione, quello del miglioramento della salute dei villagi in Guinea-Bissau; quello che si sta gettando è solo un chicco di riso, ma da esso potranno crescerne molti altri.

Post precedente

Sul palco del Giullare l’abilita' mette in ombra la disabilita'

Prossimo post

La Salute tra Guinea Bissau e Biella

The Author

Simone Piani

Simone Piani

Mi chiamo, o meglio mi chiamano, Simone; ho vissuto 24 anni, che sono tanti ma che sono ancora pochi. Mi piace la pasta della pizza cruda e detesto le persone che suonano il clacson ai semafori.
A casa ho una chitarra appesa al muro, un pianoforte elettrico in mezzo alla stanza e un microfono che mi guarda un po’ sconsolato, cerco di curarli come meritano. Quando sto bene scrivo, senza sapere esattamente cosa e perché. Qualcuno ha poi il brutto vizio di chiamarmi regista quando la verità è che alle volte confondo attori e personaggi. Lavoro aggratis per un’associazione che da cinque anni da a me sicuramente di più di quello che do io a lei (grazie Amnesty International). Nonostante dia poco spazio all’università (tendo sempre a lasciarla per ultima) sono un quasi educatore laureato: mi dicono in molti, aspetta di arrivare al varco.

Quando mi chiedono di presentarmi racconto sempre ciò che più o meno faccio e mai quello che alla fine sono: è una buffa deformazione di questa parte di mondo, prendiamola per come viene e lasciamo che la nostra identità si costruisca attraverso il riflesso di quello che combiniamo per noi stessi, per gli altri. L’importante del resto è fare bene.

Per Volonwrite ho il piacere di lavorare ormai da qualche mese e che dire, il volontariato è davvero la forza che porta avanti le cose. Mi occupo di scrivere articoli e di intervistare i malcapitati; fin ora non ho offeso né messo in imbarazzo nessuno, credo.

Ps. Quella nella foto è una meringa gigante