News

Dai geroglifici egiziani un nuovo modo per comunicare con i piccoli autistici

Una lingua fatta di immagini e simboli per aiutare i piccoli disabili a esprimersi. Si tratta di un rivoluzionario codice linguistico messo a punto dal Professore Mario Taddei, padre di un bambino con la Sindrome di Klinefelter – rivolto a tutti quei bambini, tra cui gli autistici, che hanno difficoltà emotive e cognitive che impediscono loro di comunicare.  Un alfabeto speciale basato, in parte, sulla simbologia della Lingua Italiana dei Segni, in parte sul linguaggio BLISS, sistema di comprensione universale ispirato ai geroglifici egiziani, che semplifica al massimo i concetti. Ad esempio, per rappresentare un uomo basta tracciare su un foglio una linea verticale con un trattino orizzontale alla base. Per indicare la casa, invece,   una V capovolta a indicare la forma di un tetto. Componendo, poi, sequenze di disegni, si possono formare concetti via via più complessi: il papà, la mamma, la famiglia. Un’idea, tradotta in un kit di 400 tesserine da comporre e scomporre e per ora sperimentata in una scuola, che aiuterebbe i bambini a superare le barriere della comunicazione.

Fonte: west-info.eu

(s.c./s.f.)

Post precedente

La tecnologia di Pokemon GO è miracolosa per i disabili

Prossimo post

Un alter ego virtuale in soccorso degli schizofrenici

The Author

redazione

redazione