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Dalla moto alla vita di tutti i giorni (in carrozzina), e viceversa

Il pilota disabile Emiliano Malagoli ci racconta del suo ritorno in moto dopo l’amputazione, e degli ausili che usa nella vita di tutti i giorni, come il propulsore di spinta per carrozzine MySkate
Emiliano Malagoli è, prima di tutto, un pilota. Lo era prima di un incidente in moto che lo ha lasciato senza una gamba, e lo è oggi, che sulla moto – adattata – non solo ci è tornato, ma lo ha fatto in grande, correndo attualmente nel team ufficiale BMW della superbike. Ma è anche un uomo che, incontrando la disabilità, ha scelto di mettersi in gioco per permettere che altri ragazzi potessero assaporare l’adrenalina e l’emozione di stare o tornare in sella, pur artolesi, portatori di protesi o con altre disabilità.

Emiliano, corri ad alti livelli, sei stato tra gli organizzatori dell’unico evento internazionale dedicato ai piloti disabili (la Bridgestone Cup, ndr), e con la tua Onlus Di.Di Diversamente Disabili organizzi corsi di guida per portare altri ragazzi con disabilità sulla moto. Come sei riuscito ad arrivare fin qui?
Il prossimo luglio sono passati 5 anni dal mio incidente stradale che ha causato la mia disabilità, appena risvegliato in ospedale il mio obiettivo era tornare a correre in moto, dopo 400 giorni sono tornato a correre insieme a normodotati. Ho visto che in Italia e all’estero non c’era niente per aiutare i ragazzi disabili a riguardo. Ho inseguito il sogno di creare una nuova disciplina sportiva per ragazzi disabili investendo denaro e tempo. Abbiamo creato una scuola ed adesso siamo circa 30 piloti disabili in italia a correre. Posso ringraziare chi ha creduto in questo progetto come Bridgestone ed ACI Roma, oltre a Chiara Valentini, attualmente mia compagna nella vita con un passato recente come pilota professionista.

emiliano malagoli in carrozzina con agganciato un propulsore di spintaLa domanda sorge spontanea: quando scende dalla sella, come si muove il centauro nella vita di tutti i giorni? A quale tipo di strumenti affidi la tua mobilità, tu che utilizzi soprattutto la carrozzina?
Nel mio incidente, oltre all’amputazione della gamba destra ho compromesso molto la mia gamba sinistra, recuperata parzialmente dopo 13 interventi. Ho attualmente un’autonomia di poche centinaia di metri e finita questa mi affido alla carrozzina. Da qui l’idea di utilizzare il propulsore di spinta per carrozzine MySkate. Le mie attività di istruttore e creazione eventi mi portano a dover camminare molto nelle fiere e nei paddok d’Italia, sarebbe impossibile farlo senza questo ausilio. Inoltre ho due figlie, la più piccola di sette 7 anni: in questo modo riesco tranquillamente a farmi belle passeggiate con lei senza nessun problema.

Tra le varie soluzioni che il mercato propone, hai scelto il propulsore per carrozzine MySkate di Ottobock: come mai proprio questo? Cosa ti dà in più rispetto ad altri modelli?
Ho scelto MySkate perché fra le varie offerte sul mercato ha innanzitutto un buon rapporto prezzo qualità, inoltre è leggero, poco ingombrante nonostante sia versatile, veloce e con una batteria di lunga durata.

emiliano malagoli tempo libero e motoQuindi, oltre ad un uso nella vita di tutti i giorni, consiglieresti anche a chi, in carrozzina, abbia uno stile di vita particolarmente attivo?
Consiglio senza dubbio MySkate specialmente a persone con ridotta mobilità: ti permette di fare qualsiasi spostamento, anche i più lunghi. Io abito sul lago di Bracciano e fare passeggiate sul lago con questo propulsore per carrozzina è diventato possibile. La foto qui a fianco è un esempio di quello che mi permette di fare: ho una nipote di 1 anno e con MySkate posso spingere lei nel passeggino o metterla sulle mie gambe….Fantastico!

Ultimissima domanda: qual è il prossimo sogno o traguardo sportivo (e non) che vorresti raggiungere?
Ci siamo costituiti come federazione aspettiamo il riconoscimento del Cip dopo 4 anni di ottimo lavoro riconosciuto da istituzioni come Aci e Inail, vorrei proseguire a realizzare i sogni di molti ragazzi disabili appassionati del motociclismo: con un riconoscimento del Coni avremmo la possibilità di avere contributi economici per far risparmiare gli atleti. Purtroppo ci sono istituzioni (non per disabili) che fino ad oggi non si sono mai occupate di questo progetto, ma si stanno interessando ora che potrebbero arrivare dei fondi. Lotterò in qualunque modo affinché non diventi un interesse economico gestito politicamente da enti che farebbero morire tutto il lavoro di cinque anni, supportato fino ad oggi solamente da fondi personali, donazioni e partner che hanno creduto nel progetto dal primo giorno.
Data: 08/06/2016

Fonte: Disabili.com

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