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DEDICATO A CHI NON C’ERA

color run

“ Ma figurati, non credo parteciperò mai a una gara podistica Gio. Non ne sarei in grado. Senza fiato e con le ginocchia storte. Già mi vedo alzare bandiera bianca dopo i primi due chilometri! E poi, perché dovrebbe piacermi correre per cinque chilometri e a ogni tappa essere investita da secchiate di colori ”. Ho esordito così alla richiesta di un mio carissimo amico di partecipare alla Color Run di Torino.

Per chi non lo sapesse, The Color Run – anche conosciuta come “i 5km più felici sul pianeta” – è un evento sportivo incentrato sulla festa! È una gara podistica non competitiva e colorata che promuove il benessere, la felicità e l’armonia. L’idea non è assolutamente quella di raggiungere la miglior prestazione sportiva o il miglior tempo, bensì trascorrere nel miglior modo possibile i cinque chilometri della corsa durante la quale, a ogni km, si viene letteralmente bombardati, dalla testa ai piedi (occhi e bocca compresi) di polvere colorata rigorosamente biologica, per giungere all’arrivo e ritrovarsi nel mezzo di una festa di musica e di colori indimenticabile.

La prima «corsa a colori» è stata organizzata nel 2012 negli Stati Uniti, senza troppe pretese, per promuovere il benessere e l’allegria. E ovviamente è stato un successo planetario sbarcato in trentaquattro paesi e coinvolgendo milioni di persone. In Italia The Color Run è approdata nel 2013 e il successo è stato enorme e immediato.

Torino, quest’anno ha raggiunto il bum di iscrizioni e ha ospitato il 10 maggio, per la sua prima gara, due testimonial d’eccezione: la showgirl Cristina Chiabotto e il pugile Clemente Russo. Le uniche regole per partecipare? Vestirsi di bianco, essere pronti a tutto e divertirsi. Un altro ospite inaspettato è stato riconosciuto tra la folla, l’Assessore allo sport della Città di Torino Stefano Gallo che garantisce: “ lo sport deve essere divertimento e La Color Run di Torino è un successone oltre le previsioni ”. E i partecipanti lo hanno confermano appieno, la Color Run di Torino è stata una “bomba colore”: migliaia di persone hanno raggiunto il traguardo zampillanti di mille colori. E soprattutto felici. Si, felici. Perché non riesci a capirne il senso finché non la provi.

Immaginatevi novemila persone: bambini, adulti e anche meno giovani. Chi corre, chi cammina, chi balla, chi saltella, chi è a passeggio con il cane, chi si rotola per terra, chi spinge una carrozzina o un passeggino o addirittura un carrello della spesa. Tutti vestiti di bianco e con un unico scopo: divertirsi e riempirsi di colore come non mai. Non esistono vinti o vincitori, solo gioia e solidarietà. Anzi, l’idea è quella di non arrivare mai al traguardo, di sostare nelle “tappe colore” e “fare il pieno” il più possibile e  desiderare che tutto questo non finisca mai. Per poche ore si è tutti amici, uniti per vivere un’esperienza indimenticabile.

I sorrisi, le urla e i selfie si sprecano, sembra di vivere un sogno, un’utopia, in cui per un giorno si dimenticano le negatività e gli obblighi della vita quotidiana. Una sorta di cromoterapia, con la differenza che il colore non viene irradiato tramite la luce, ma letteralmente “sparato” addosso, così che ogni cellula del corpo possa godere del beneficio cromatico.

Dopo la tappa di Torino, il tour della Color Run toccherà Trieste (sono già settemila gli iscritti per l’appuntamento del 24 maggio), poi Roma a giugno, Marina di Pietrasanta a fine luglio, Rimini in agosto, fino al gran finale previsto che si svolgerà a Milano sabato 6 settembre.

È davvero un’esperienza unica e basta poco, tanto così, per essere davvero tutti più felici.

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Vittoria Trussoni

per Associazione Volonwrite

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Vittoria Trussoni

Vittoria Trussoni

Mi chiamo Vittoria, sono nata nel 1985 e se mi chiedete qual è il mio mestiere la risposta è…non lo so.

C’è chi dice una “comunicatrice”, chi una pseudo reporter in erba, chi un’educatrice mancata e chi una mantenuta. Insomma potrei essere tutto o niente, ma tento di fare quello che mi piace, senza troppe pretese dato che non sono specializzata in nulla.

Sono laureata in Lettere ma, al di là di una discreta cultura (che anche lì è da provare), non ho sfruttato al meglio la mia triennale letteraria, preferendo buttarmi nel mondo del sociale. E’ quasi tre anni che collaboro con l’Associazione e grazie alle splendide persone che la popolano e alla educativa esperienza del servizio civile volontario, ho scoperto cosa mi piacerebbe fare nella vita – al di là della fattora eh, ma quella è un’altra storia.

Adoro stare in mezzo alle persone, dedicare il mio tempo agli altri, conoscere, informarmi, curiosare in giro. Fare polemica, ridere, scherzare e soprattutto parlare parlare parlare. Sono un’inguaribile logorroica.

Sono cresciuta senza riconoscere la mia forza, con la perenne paura di sbagliare e di disattendere le aspettative delle persone che mi stavano vicino. Con il tempo ho imparato a cercare la fiducia in me e non negli occhi degli altri. Descritta così sembro perfetta!

In realtà sono permalosa, cocciuta, distratta, casinista e non molto ben disposta ad ascoltare le critiche, soprattutto se penso di avere ragione (sono un ariete, ho detto tutto!) ma sono entusiasta della vita, non amo la negatività delle lamentele.

Ecco, ho scritto già troppo!

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