News

Dieci cose che vuol farti sapere un bimbo con autismo

Si chiama appunto “10 cose che ogni bambino con autismo vorrebbe che tu sapessi”, il libro di Ellen Notbohm, di cui oggi, 2 aprile, Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, ci piace segnalare l’imminente nuova edizione. «Un volume – è stato scritto – che cerca di dare voce al bambino con autismo davanti a tutti coloro che dovrebbero ascoltare il suo messaggio (familiari, insegnanti, educatori e operatori vari), accompagnandoli in un viaggio di conoscenza e scoperta»

Realizzazione grafica inserita nel libro di Ellen Notbohm, "10 cose che ogni bambino con autismo vorrebbe che tu sapessi"

«1. Io sono un bambino. 2. I miei sensi non si sincronizzano. 3. Distingui fra ciò che non voglio fare e ciò che non posso fare. 4.Sono un pensatore concreto. Interpreto il linguaggio letteralmente. 5.Fai attenzione a tutti i modi in cui cerco di comunicare.6. Fammi vedere! io ho un pensiero visivo. 7. Concentrati su ciò che posso fare e non su ciò che non posso fare. 8.Aiutami nelle interazioni sociali. 9. Identifica che cos’è che innesca le mie crisi. 10. Amami incondizionatamente».
Sono queste le 10 cose che ogni bambino con autismo vorrebbe che tu sapessi, concetti che ci piace particolarmente richiamare oggi, 2 aprile, Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, e che corrispondono al titolo di un libro di cui sarà disponibile dall’8 aprile una nuova edizione pubblicata da Erickson.

A firmare l’opera è la saggista ed editorialista americana Ellen Notbohm, madre di un bambino con autismo, che scrive: «Ecco dunque una seconda edizione delle 10 cose, fedele alla sua essenza ma maturata nel tempo, come lo sono anch’io, e più in grande. Chi parla per conto del bambino? Ci vuole un certo livello di presunzione per pensare che chiunque di noi possa mettersi nella testa di qualcun altro e parlare per suo conto. Spero di essere perdonata per questo, alla luce della forte necessità di comprendere in che modo vedono il mondo i bambini con autismo. Spetta a noi conferire legittimità e valore al loro modo diverso di pensare, comunicare e orientarsi nella collettività. Occorre dare voce ai loro pensieri e sentimenti, anche quando la loro voce non è verbale».

«Con questo libro – sottolineano da Erickson – Ellen Notbohm cerca di dare voce al bambino con autismo davanti a chi dovrebbe ascoltare il suo messaggio: insegnanti, genitori, fratelli, suoceri e generi, babysitter, istruttori, autisti di pullman, genitori dei compagni, amici dei fratelli, religiosi, vicini di casa, dando loro gli strumenti per comprendere gli elementi primari dell’autismo e accompagnandoli in un viaggio di conoscenza e scoperta, alla fine del quale l’autismo farà meno paura. Ma non solo: fornendo anche informazioni e strumenti più efficaci per poter rendere un bambino con autismo un adulto indipendente, migliorandone sensibilmente le capacità comunicative e le abilità sociali. Il tutto analizzando i punti di forza e di debolezza dell’ambiente scolastico, familiare e della società in generale, mettendone in luce sia gli ostacoli, sia le risorse a disposizione».

Come scrive Giacomo Vivanti, psicologo e ricercatore presso La Trobe University di Melbourne (Australia), nella presentazione all’edizione italiana, «il primo merito dell’opera è quello di dare consistenza e spessore all’idea che per capire il comportamento di una persona con autismo dobbiamo sforzarci di vedere il mondo dal suo punto di vista. Il concetto non è certo nuovo, ma non è mai stato sviluppato in modo così approfondito come in questo libro. Il secondo merito è lo sforzo, da parte dell’Autrice, di fornire indicazioni e strumenti specifici per compiere questa complessa operazione». Per altro, aggiunge come ulteriore fatto significativo, «lo spirito del volume è agli antipodi rispetto al genere genitore “Io so tutto perché ho un figlio con autismo, non fidatevi dei professionisti e degli scienziati”, o “Ascolta il tuo cuore, basta entrare in empatia con il bambino, con l’amore si risolve tutto, e la mia storia ne è la testimonianza” e anche “Io sono una delle poche persone illuminate che ha capito tutto su come pensano le persone con autismo e ve lo vengo a spiegare”!».

fonte superando .it

Post precedente

E tu, che ne sai degli autismi?

Prossimo post

ALL'ARTE ALLA FOTOGRAFIA, IN MOSTRA A VENEZIA LE OPERE DEGLI AUTISTICI

The Author

Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?