La Salute in Comune - 2011

Diritto all’assistenza sanitaria per i cittadini stranieri e modalità di accesso

 

Un momento dedicato ad analizzare le difficoltà che i cittadini stranieri, soprattutto non regolari, riscontrano nell’accesso all’assistenza medica.

Hanno partecipato all’incontro: Piergiorgio Maggiorotti del gruppo di coordinamento dei centri ISI, Margherita Busso infettivologa presso l’Amedeo di Savoia, Luisa Mondo specialista in Igiene e Medicina Preventiva, epidemiologia, Luca Fossarello, sociologo ed Estela Robledo, in qualità di moderatrice ed operatrice dello Sportello Prisma per la relazioni di aiuto.

Ad introdurre il dibattito, Estela Robledo che fa parte del Progetto Prisma, all’interno della rete del GrIS (Gruppo di immigrazione e Salute).
Il punto di vista di Estela è quello di una persona che non si occupa di medicina, ma di tematiche sociali. Il suo, però, è un punto di vista condiviso anche da chi normalmente lavora in ambito sanitario, come la Dottoressa Luisa Mondo, epidemiologa, e la Dottoressa Margherita Busso, infettivologa, che sono intervenute nel corso del convegno, dando il loro contributo ai temi trattati. “Bisogna conoscere il GrIS e farlo conoscere – ha sostenuto Luisa Mondo – perché non ha mai lasciato nessuno senza risposta”.

Il GrIS è un’unità territoriale della SIMM (Società Italiana Medicina delle Migrazioni), ed è nato per favorire la conoscenza e la collaborazione tra coloro – in ambito istituzionale e di volontariato – che si impegnano per assicurare diritto, accesso e fruibilità all’assistenza sanitaria degli immigrati. E naturalmente ad impegnarsi per assicurare un’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini stranieri ci sono i Centri I.S.I. Lo hanno ribadito Luisa Mondo e Margherita Busso. Quest’ultima ha posto l’accento sull’importanza dell’opera di prevenzione. “Quanto costa prevenire un tumore e quanto costa curarlo?” È importante abbattere il muro che c’è tra gli immigrati e le strutture sanitarie. Se il figlio di un immigrato nasce con una malattia, a causa dei tanti problemi che i Centri I.S.I. si impegnano a risolvere, e decide di rimanere in Italia, prima o poi il medico dovrà farsene carico.

Ha preso parte al convegno, infine, Luca Fossarello, ricercatore, sociologo, che ha invitato a riflettere sull’effettiva parità di diritti dei cittadini stranieri rispetto ai cittadini italiani.

Dall’incontro è emerso quanto oggi sia importante le figura del mediatore, indispensabile nei rapporti di comunicazione e mediazione fra le comunità straniere e gli operatori sociali e i medici. Inoltre, sul territorio piemontese per usufruire delle prestazioni sanitarie, i cittadini stranieri oltre a fare riferimento alle strutture sanitarie alle quali si rivolgono i cittadini italiani  hanno a disposizione i Centri ISI (Informa Salute Immigrati). I centri ISI, oltre alla prestazione di cure ambulatoriali ed ospedaliere, svolgono anche attività di informazione ed educazione sanitaria. Sul territorio torinese i centri ISI sono 3, a livello regionale i centri sono 13 distribuiti in 36 punti.

Un argomento molto delicato, a cui si è dedicato parte dell’incontro è l’introduzione  del ticket di 25 euro sui codici bianchi al Pronto Soccorso. Questa nuova introduzione, con conseguente registrazione e “schedazione” di chi usufruisce del servizio rischia di allontanare gli stranieri, soprattutto non regolari, dal pronto soccorso. Questo ticket oltre ad essere un peso non irrilevante anche per i cittadini italiani, soprattutto anziani o disoccupati che a stento arrivano a fine mese, è una paura in più per chi ha già difficoltà ad accedere all’assistenza medica. La salute rischia di passare al secondo posto e le cure alternative messe in atto all’interno delle comunità, senza formazione professionale, rischiano di peggiorare la situazione.

Le barriere all’accesso e ai servizi sono dunque di tre tipi; barriere di tipo burocratico con iter lunghissimi, barriere culturali causate da pregiudizi, ed infine barriere di tipo comunicativo, a cui i mediatori cercano di porre rimedio.

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