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Disabili famosi: Roosevelt e l’handicap nascosto

Roosevelt, Presidente USA dal 1933 al 1945, era affetto da un serio handicap, ma in pubblico faceva di tutto per minimizzarlo.

Essere la persona più potente del mondo, mascherare al pubblico la propria disabilità e riuscire in buona parte nell’intento. Stiamo parlando della singolare storia di Franklin Delano Roosevelt, uno dei politici disabili più famosi della storia, che fu a capo degli Stati Uniti per ben 12 anni, compresi quelli drammatici della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1921, all’età di 39 anni, Roosevelt fu colpito da una seria forma di poliomielite, che compromise in modo notevole il funzionamento dei suoi arti inferiori, ma non la sua determinazione a scalare i vertici della politica USA. Visto che temeva che la sua disabilità lo avrebbe screditato agli occhi del pubblico, fece tutto quello che era nelle sue possibilità per farla apparire meno grave di quello che era: vediamo come.

In sedia a rotelle nel suo ufficio, in piedi davanti al pubblico

All’inizio Roosevelt era completamente incapace di reggersi in piedi e di camminare da solo; presto, però, imparò a reggersi in piedi e a percorrere brevi distanze con il supporto di due tutori di metallo applicati alle gambe. Questi tutori erano sapientemente nascosti dai suoi pantaloni. Tale accorgimento gli permetteva, sorprendentemente, di mascherare buona parte della sua disabilità: come si può vedere nella foto qui sotto, quando appariva al pubblico egli camminava appoggiandosi a sinistra al braccio di un accompagnatore, usualmente suo figlio James, e a destra ad un bastone.

Roosevelt Elizabeth Disabili famosi: Roosevelt e lhandicap nascosto

Roosevelt assieme a Re Giorgio VI d’ Inghilterra e alla sua consorte Elisabetta

Gli americani e il mondo intero, in questo modo, avevano la percezione di una persona con una disabilità soltanto lieve, mentre la realtà della vita quotidiana di Roosevelt era molto più dura: egli trascorreva la maggior parte del tempo su una sedia a ruote e doveva essere assistito anche per alcuni atti quotidiani semplici. I tutori di metallo, molto faticosi da portare, li indossava soltanto in occasione delle sue apparizioni pubbliche.

Io e te siamo i più grandi attori d’America

(Franklin Delano Roosevelt ad Orson Welles)

Ma il suo grave handicap non lo preservò, nel corso dei dodici lunghi anni del suo governo, dall’assolvere i suoi difficili compiti di Presidente, anche durante gli intensi anni della Seconda Guerra Mondiale che pure, salvo episodi isolati, non coinvolse direttamente il territorio americano. Egli pensava anzi che l’impossibilità di muoversi lo aiutasse a concentrarsi sul suo lavoro: sua un’altra celebre frase

Io non vado in giro per il mio ufficio, ma posso, e devo, andare in giro per la mia nazione

(Franklin Delano Roosevelt)

Servizi Segreti all’opera

Naturalmente, quando si è così famosi, mascherare il fatto di essere disabili non è  affatto un compito facile. Per perseguire quest’obiettivo Roosevelt e il suo entourage dovevano impegnarsi a fondo, e si può affermare che vi riuscivano solo in parte. Ricorsero anche ai Servizi Segreti: se gli agenti che circondavano Roosevelt vedevano un fotografo che riprendeva Roosevelt in sedia a rotelle, gli sequestravano la macchina fotografica e gli strappavano il rullino. Adesso, con le fotografie che si possono diffondere istantaneamente via web, sarebbe un tantino più difficile. Anche buona parte  della stampa era istruita per non parlare della disabilità di Roosevelt, a parte il fatto che presumibilmente la sua messinscena riusciva anche ad ingannare parecchi giornalisti. Però, di tanto in tanto qualcosa trapelava, e qualche foto di Roosevelt in sedia a rotelle veniva pubblicata, come quella qui in basso dove viene ritratto insieme alla sua nipotina.

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Roosevelt in sedia a rotelle insieme alla sua nipotina

La gente ci credeva veramente?

Ma le finzioni di Roosevelt, riuscivano veramente ad ingannare le persone dell’epoca? Facendo qualche ricerca, si vede che gli storici e gli americani più anziani hanno pareri non sempre uniformi. L’opinione prevalente è che quasi tutta la popolazione fosse a conoscenza della disabilità di Roosevelt, ma solo le persone più informate sapevano della serietà della sua condizione, e del fatto che, egli, al di là delle sue apparizioni pubbliche, trascorresse la maggior parte della sua vita in sedia a rotelle. Sembra quindi che Roosevelt riuscisse veramente ad ingannare l’opinione pubblica in una qualche misura.

Uno dei migliori Presidenti USA …

Roosevelt è indicato dalla maggior parte degli studiosi come uno dei migliori presidenti americani; ciò a causa sia dell’intenso programma di riforme economiche e sociali (New Deal) grazie al quale gli USA riuscirono a risollevarsi dalla Grande Depressione economica degli anni ’30, sia per la calma e la capacità di giudizio con la quale condusse la difficile guerra contro l’ Asse Tokio-Roma-Berlino, e contribuì a salvare il mondo dal nazifascismo. Ma che dire del suo tentativo di mascherare, quanto meno di minimizzare, la sua disabilità agli occhi dell’opinione pubblica?

… ma era necessario fingere?

“Quando una persona disabile si sente normale, apparirà normale anche agli occhi degli altri“. C’è sicuramente del vero in questa asserzione, ma un conto è costruirsi una vita il più possibile normale e superare i propri complessi di inferiorità, un conto è cercare di apparire più “abili” di quanto lo si sia realmente. In generale, quest’ultima non è una strategia che consiglieremmo ai disabili che ambiscono a diventare famosi, oppure a raggiungere qualsiasi altro obiettivo: infatti prima o poi le limitazioni vengono scoperte, e allora tanto vale mostrarsi da subito per quello che si è. Immaginiamo che numerose persone, anche molto importanti, che si sono trovate a dover collaborare/trattare con Roosevelt, siano rimaste sorprese dalla scoperta che il suo handicap era più grave di quanto lui faceva credere. Certo, poi Roosevelt onorava egregiamente il suo ruolo anche stando seduto sopra una sedia a rotelle e allora, per i suoi interlocutori, avere a che fare con un presidente disabile oppure normodotato, non faceva poi così tanta differenza.

Forse sì!! La finzione per scavalcare i pregiudizi

Ma allora, Roosevelt non avrebbe fatto meglio a dichiararsi subito per quello che era? Sí e no, è anche vero che a volte i pregiudizi della gente comune non lasciano alle persone disabili neanche la possibilità di tentare, pensiamo ad esempio a tutti quei disabili che sono perfettamente in grado di svolgere un lavoro e vengono scartati a priori a causa della propria disabilità. In tal caso, una strategia di occultamento della propria disabilità, chiaramente possibile solo in determinati casi, diventa comprensibile: prima si punta a raggiungere una determinata posizione, e poi si dimostra di poterla sostenere a prescindere dalla disabilità. Non lo sapremo mai, ma può essere che, se nel 1933 tutti gli americani avessero saputo che Roosevelt passava tutto il giorno su una sedia a rotelle, avrebbero eletto il suo antagonista repubblicano Hoover. E nessuno avrebbe mai potuto dimostrare che gli Stati Uniti si possono governare anche da una sedia a ruote.

Fonte: sociale.it

(s.c./s.f.)

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