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DISABILI PROTAGONISTI CON IL FILM “HO AMICI IN PARADISO”

La storia, che vuole toccare il tema della disabilità con leggerezza e senza pietismi, nasce dall’esperienza personale del regista che si è trovato a frequentare l’Opera Don Guanella dopo un grave incidente di un suo caro amico

ROMA – Una commedia dolce e amara il cui set e’ l’Opera Don Guanella di Roma e i protagonisti sono attori professionisti e diversamente abili. E’ il film “Ho amici in paradiso” presentato ieri con una conferenza stampa – a sei settimane dall’ultimo ciak – a cui hanno preso parte il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il segretario generale della Cei, Monsignor Nunzio Galantino, e l’assessore alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera. Il film e’ prodotto da Golden Hour Films e da Rai Cinema, ed è girato del regista Fabrizio Maria Cortese.

La storia, che vuole toccare il tema della disabilita’ con leggerezza e senza pietismi, nasce dall’esperienza personale del regista che si e’ trovato a frequentare l’Opera Don Guanella dopo un grave incidente di un suo caro amico. Racconta le vicende di Felice Castriota, commercialista salentino che, dopo una condanna per riciclaggio di soldi della malavita, viene affidato ai servizi sociali ed entra in contatto con il mondo dei diversamente abili. Cio’ gli cambia la vita anche se i conti del passato si rivelano essere tutt’altro che chiusi.

“Il tema dell’inclusione è il grande tema del nostro tempo. Bisogna cambiare il modo di guardare i disabili. Spesso li vediamo ma non li cambiamo. E allora dobbiamo cambiare gli occhiali, e quando lo facciamo cambiamo qualcosa in noi”, ha detto il ministro Lorenzin.

“Io penso che il valore fondamentale di questo film sia nella scelta di rimettere al centro situazioni, persone e storie che purtroppo la nostra cultura tende sempre di più a marginalizzare“, ha invece dichiarato monsignor Nunzio Galantino.

“Ancora non ho visto il film ma sono già contenta- ha detto Lidia Ravera- perché il regista, i produttori e gli attori si sono uniti per sfatare uno dei cliché più dannosi dell’epoca che stiamo attraversando, quello secondo il quale bisogna essere giovani, belli e sani per avere diritto ad avere una storia”.

Fonte: superabile.it

(s.c./m.m.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?