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Disabilità, visitare il ventre di Napoli in ‘carrozzella’

NAPOLI – Due sedie a rotelle “speciali” per permettere a tutti di fare una passeggiata nel ventre di Napoli. Federfarma Napoli (in collaborazione con il dottore Salvio Zungri, della storica ditta specializzata in protesica) ha donato all’organizzazione della Galleria Borbonica due carrozzelle a spinta progettate appositamente per affrontare percorsi disagiati e sterrati. Le due carrozzelle, infatti, sono di dimensioni più piccole rispetto allo standard, permettendo così il passaggio anche in spazi e cunicoli più stretti e sono state equipaggiate con delle ruote più resistenti, anch’esse più piccole, adatte al terreno sconnesso del percorso sotterraneo.

Così non soltanto i disabili, ma anche persone anziane che facciano fatica a compiere l’intero percorso, o ancora soggetti obesi con difficoltà motorie, potranno visitare buona parte delle gallerie sotterranee di un sito fortemente attrattivo dell’interesse tanto dei cittadini napoletani, quanto di segmenti sempre più ampi di turisti affascinati da un percorso suggestivo ed in continua riscoperta nel ventre di Napoli.

“L’iniziativa – dichiara Michele Di Iorio Presidente di Federfarma Napoli – è l’ennesima realizzata dai farmacisti napoletani, stavolta in collaborazione con l’amico Zungri, attraverso la quale porre il cittadino al centro dei propri diritti, non ultimo quello alla mobilità. Il futuro di Napoli – continua Di Iorio – passa anche attraverso il miglioramento della percezione di accoglienza di coloro che approfondendo la storia di Napoli, più consapevolmente possono contribuire alla sua valorizzazione perché miniera di ingegni e di storia ancora inesplorata. Al pari di analoghe iniziative riposizioniamo al centro della nostra azione professionale non solo il cittadino affetto da patologie ma anche il cittadino che per conservare il proprio benessere necessita di percorsi culturali, autentici integratori dello spirito prima ancora che del corpo”.

Marco Minin, tra i responsabili della Galleria Borbonica di Napoli, insieme al fratello nel corso degli anni ha sempre più ampliato il percorso sotterraneo, con una particolare attenzione anche ai diversamente abili. “Eppure – racconta-spesse volte le carrozzelle di chi viene a visitarci si dimostrano inadatte al percorso, pur avendo noi cercato di renderlo fruibile a tutti. In particolare, poi, mi dispiaceva molto, in occasione delle mie lezioni alle scolaresche, sentir dire dai professori che i ragazzi con disabilità non potevano visitare le nostre gallerie. Così in occasione di una visita del dottor Iaccarino, ho chiesto a lui se fosse possibile sensibilizzare qualche privato ed oggi grazie al contributo di Federfarma possiamo incoraggiare a venirci a trovare anche molti di quegli anziani che in queste gallerie rivedono il loro passato del periodo della guerra, quando queste gallerie erano adibite a ricoveri. In molti desistevano perché difficile e faticoso compiere l’intero percorso“.

Artefice dell’iniziativa il dottor Corrado Iaccarino, neurochirurgo napoletano: “nel corso di una mia visita privata alla Galleria Borbonica Marco Minin, che conobbi in quell’occasione, mi spiegò le difficoltà nel far accedere persone con disabilità ai percorsi della Galleria. Pensai a chi potesse dar loro una mano e con un paio di telefonate l’idea prese corpo ed oggi si concretizza. E’ importante che la nostra città dia il più possibile, anche a livello turistico, un’immagine di inclusione sociale e laddove non arriva il pubblico, può arrivare il privato. Per i disabili non è la semplice possibilità di visitare un luogo altrimenti inaccessibile, ma ha anche un’importante valore psicologico e, quindi clinico”.

Fonte: dire.it

(s.c./m.m.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?