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Domani l’inaugurazione di MaiPrint, mostra personale di Rossella Carpino

Il conto alla rovescia è quasi, finalmente, terminato. Domani, giovedì 19 maggio, verrà inaugurata la prima mostra personale di un autore dell’archivio di Mai visti e altre storie, il progetto di Associazione Arteco (in collaborazione con l’Associazione Culturale Passages e con il patrocinio della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo) volto al recupero e alla valorizzazione dell’arte irregolare (denominata ancha art brut o arte outsider) di cui Volonwrite si è già ampiamente occupata nel recente passato.

L’appuntamento per l’inaugurazione è fissato per domani, a partire dalle ore 18; le opere di Rossella Carpino saranno esposte a Palazzo Barolo, in Via delle Orfane 7 a Torino, fino al 5 giugno. Dopo la mostra I fantasmi dello spettro e la recentissima collaborazione con la rivista di illustrazione Nurant, un altro obiettivo raggiunto per Arteco, che guarda avanti e, nell’occasione, presenterà al pubblico l’iniziativa MaiPrint, nata in collaborazione con il collettivo Print About Me, che prevede la produzione di una serie di stampe serigrafiche e stampe a tiratura limitata di opere tratte dall’archivio di Mai visti.

Per quanto riguarda la descrizione delle opere di Rossella, lasciamo spazio alle parole dei ragazzi di Arteco sulla presentazione della mostra:

«Quello di “Rossella” o “Lella” – come talvolta si firma alternando l’uno o l’altro nome – è un
mondo essenziale che talvolta si complica in forme simmetriche e speculari: nelle serie
degli autoritratti, delle scarpe così come in quelle delle case dove compaiono strade,
comignoli e alberi quasi sempre raddoppiati. Si tratta di figurazioni eseguite con chiarezza
compositiva e segno essenziale, tracciate con cura e un uso deciso del colore, reso caldo e
pieno dai contrasti forti e dalla pennellata compatta. La serialità delle opere di Rosaria
Carpino ricorda la tiratura, benché limitata, delle tecniche tradizionali di stampa. I colori
accesi, i contorni talvolta rigorosi e sicuri, talvolta reciprocamente sovrapposti appaiono
come una serie di paesaggi impossibili in cui la casa diventa protagonista: si alternano
vedute più dettagliate ad altre più astratte, ma anche in queste ultime si intravedono in
controluce i contorni sottostanti dell’immagine archetipica della casa».

Tutti gli eventi che ci hanno accompagnato in questi mesi sono stati possibili grazie ad un unico, grande progetto: Singolare e plurale, volto alla valorizzazione di pratiche artistiche inclusive e di contrasto alla marginalizzazione ed alla promozione dell’Arte Irregolare. Singolare e plurale è stato fortemente voluto da due enti che dal 1996 (tra i progetti: L’ho dipinto con… e Arte Plurale) collaborano sul territorio unendo la comune vocazione artistica solidale: Opera Barolo e la Divisione Politiche Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie della Città di Torino, Servizio Disabili. L’obiettivo finale è quello della valorizzazione del capitale umano, soprattutto per quanto riguarda la cittadinanza più soggetta ad emarginazione sociale; l’arte, come veicolo di promozione culturale, può fare molto in questa direzione.

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Marco Berton

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