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«Dopo di noi» approda in aula Futuro ai disabili, disegno di legge

«Dopo di noi», il disegno di legge che punta a garantire un futuro ai disabili gravi anche dopo la scomparsa dei famigliari, approda finalmente in aula.

«Nel lessico della disabilità, con l’espressione dopo di noi ci si riferisce al periodo di vita delle persone con disabilità successivo alla scomparsa dei genitori o famigliari e richiama il desiderio di assicurare al proprio figlio tutta l’assistenza di cui necessita dopo la loro morte – spiega Elena Carnevali, componente della commissione Affari sociali e relatrice del provvedimento -. Oggi, dopo oltre 18 mesi di lavoro, possiamo realizzare la speranza di un cambio di direzione».

L’obiettivo di «Dopo di noi» è infatti invertire il dato che vede oltre l’80 per cento di adulti disabili ricoverati in istituti dedicati con più di 30 posti, per puntare ad un’accoglienza diffusa (gruppi appartamento, case famiglia, appartamenti protetti), rispondendo così ad uno degli impegni contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, cioè il diritto di scegliere liberamente dove e con chi vivere.

Per raggiungere questo obiettivo sarà istituito un fondo triennale di oltre 150 milioni destinati ad attivare programmi di intervento di supporto soluzioni residenziali innovative che riproducano condizioni relazioni «familiari», per realizzare nuove strutture di questo tipo e per sviluppare le competenze e l’autonomia della persona disabile. In più diventeranno detraibili le spese per le polizze assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave e sarà sostenuta la costituzione di trust attraverso cui i genitori potranno trasferire beni mobili e immobili a soggetti di fiducia, che ne potranno disporre esclusivamente per il mantenimento della persona disabile.

«Finanziamo l’abilitazione e lo sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia – ha detto in aula Elena Carnevali – perché non c’è un Dopo di noi se non attraverso i progetti di distacco dalla famiglia, di sperimentazioni progressive che si realizzano nel DURANTE NOI cioè durante la vita delle persone con disabilità grave.Il sostegno alle persone disabili ha bisogno di una rivoluzione, questo è un primo gesto concreto».

Fonte: ecodibergamo.it

(s.c./mjp)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?