News

È cieca ma per vedere usa l’obiettivo

“Quando si scatta una foto, vedere è ciò che conta di meno”. Parola della 43enne canadese Tara Miller.  Che non ha abbandonato la sua passione per gli scatti neppure dopo che, finito il liceo, una malattia le aveva portato via la vista. Anzi. Visto che questa sua nuova condizione le ha consentito di scoprire un modo diverso di usare l’obiettivo.  Trasformando ciò che era un hobby in una vera e propria professione. Ed ora, anche qualcosa di più. Tara, infatti, pur essendo cieca, è richiestissima in Canada per realizzare book e servizi fotografici di ogni genere e sorta. Dai matrimoni alle feste di compleanno. Ma non solo. Perché, oltre a fare soldi, coi suoi scatti, nel tempo libero, realizza mostre e retrospettive d’autore. Come quella esposta in questi giorni a Winnipeg: “SightUnseen”, letteralmente: “Visione non vista”.

Contro ogni pregiudizio, forse anche comprensibile, le opere esposte sono davvero formidabili. E grazie all’innovativa tecnica della stampa in tre D sono completamente fruibili anche dagli spettatori non vedenti. Che possono così “sentire” attraverso le mani gli scatti. In questo modo, affermano gli organizzatori, si può presentare davvero “l’evento” nella sua interezza, fatto di tatto, immaginazione e suoni. Il risultato? Un viaggio sorprendente nel quale si rimettono in discussione gli stereotipi sulla disabilità visiva, ridefinendo il concetto stesso di immagine. In fondo, dice Pete Eckert, anche lui fotografo non vedente, c’è poco da stupirsi perché “il campo visivo completo è di 360 gradi, e la vista umana ne raccoglie soltanto 210. Perciò ognuno di noi, per quanto vedente, ha i suoi 150 gradi di cecità”.

Fonte: west-info.eu

(s.c./l.v.)

Post precedente

Disabilità: l'uomo è la misura di tutte le cose

Prossimo post

I migliori video freestyle delle sedie a rotelle

The Author

Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?