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“E io da dove passo adesso?”, campagna per l’accessibilità di strade e marciapiedi

Se lo chiede una carrozzina triste e sgomenta di fronte alle macchine parcheggiate in modo improprio. È questa l’immagine scelta per “Donare civiltà”, la campagna comunicativa del Comune di Zola Predosa, nel bolognese, per far riflettere sul rispetto delle regole e invitare a restare umani e civili

ZOLA PREDOSA (Bologna) – Una carrozzina con occhi sgomenti e tristi trova davanti a sé una serie di auto parcheggiate in modo improprio e si domanda “E io da dove passo adesso?”. È l’immagine scelta per la campagna “Donare civiltà”, promossa dal Comune di Zola Predosa (Bologna) insieme a Uildm, Associazioni Casa aperta e Tuttinsieme per far riflettere sul rispetto delle regole e invitare a restare umani e civili. L’idea è della consigliera Norma Bai che ha trovato la strada sbarrata e i parcheggi riservati alle persone con disabilità utilizzati in modo scorretto. “Civiltà è un termine difficile da delimitare, un concetto grande, ma allo stesso tempo fatto di piccoli gesti, che a volte consideriamo insignificanti ma che per qualcuno possono significare moltissimo – ha detto Daniela Occhiali, assessore ai Servizi sociali del Comune – Così parcheggiare in modo corretto, senza invadere gli spazi riservati, può diventare un gesto quotidiano di grande civiltà”. 

Obiettivo della campagna è incentivare i cittadini a “donare civiltà” perché, prosegue l’assessore, “una società più attenta ai bisogni altrui, maggiormente consapevole e sensibile nei confronti di tutti, a partire dai piccoli gesti quotidiani, saprà sicuramente essere una società più giusta e solidale, una società che in futuro potrà restituire quelle attenzioni e quella correttezza che oggi siamo chiamati a dare”. Oltre ai parcheggi e marciapiedi, l’amministrazione ha intenzione di declinare il tema “donare civiltà” anche in altri ambiti della vita quotidiana: “Non ci fermeremo qui ma declineremo il leit motiv scelto per la campagna con altri contenuti altrettanto importanti per la nostra vita, piccoli grandi gesti che possono fare la differenza e rendere la vita migliore per tutti”.

Fonte: redattoresociale.it

(s.c./mjp)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?