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E' morto Harold Ramis, maestro della risata

haroldramisAbbiamo riso tantissimo grazie alle sue memorabili interpretazioni oltre che per le sue esilaranti regie e sceneggiature; chi è nato prima del 1990 da oggi si sentirà, sicuramente, un po’ più solo. E’ morto infatti a Chicago, a causa di alcune complicazioni dovute ad una malattia rara, Harold Ramis, il mitico Egon Spengler degli Acchiappafantasmi.Nato a Chicago nel 1944, Ramis iniziò la carriera come insegnante, giornalista e, subito dopo, come autore satirico per il programma radiofonico National Lampoon Radio Hour. In un periodo, gli anni settanta, che vedeva la capitale dell’Illinois come un pozzo inesauribile di talenti comici del calibro di John Belushi e John Landis, il passo verso il mondo del cinema fu breve. Tra le altre, una delle sue sceneggiature più irriverenti è quella, celeberrima, di Animal House (1978) per la regia dello stesso Landis e la partecipazione di Belushi come attore protagonista.

Ma è con un altro attore originario dell’Illinois che Ramis legherà, come interprete, sceneggiatore e regista, gran parte della sua carriera artistica: Bill Murray. Il loro binomio li porterà alla realizzazione di film che hanno fatto la storia della commedia americana anni ’80 e ‘90: da Polpette (1979, regia di Ivan Reitman) a Palla da golf (1980); da Stripes – Un plotone di svitati (1981, regia di Ivan Reitman) ai già citati Acchiappafantasmi I e II (1984/1989, ancora di Reitman). L’apice della coppia, però, arrivò nel 1993 con la regia di Ricomincio da capo (titolo originale Groundhog Day), commedia nel quale Murray interpreta Phil Connors, meteorologo televisivo in trasferta lavorativa (per la realizzazione di un documentario sul Giorno della Marmotta da cui ha origine il titolodel film) che si ritrova intrappolato, misteriosamente, in un vortice temporale dove ogni giorno si ripetono gli stessi eventi. Dopo alcuni vani tentativi di approfittare della situazione per sedurre la bella collega Rita (Andie MacDowell), Connors cade in depressione, tentando più volte il suicidio: su suggerimento di Rita, il protagonista inizierà a dedicarsi all’aiuto degli altri per diventare un uomo migliore.  Nel 2006 il film è stato inserito nel National Film Registry dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti perché ritenuto “culturalmente, storicamente ed esteticamente significativo”.

L’attore, però, non era noto solo per la sua bravura, ma anche per l’estrema sensibilità sociale dovuta alle esperienze lavorative fatte in un centro di salute mentale in Missouri: Il Post, in un articolo di oggi, ha pubblicato la lettera che Ramis scrisse alla cittadinanza di Woodstock dopo la realizzazione di Ricomincio da capo:

“Alla cortese e generosa popolazione di Woodstock

Lasciatemi dire grazie per l’ospitalità che ci avete offerto durante le riprese di Groundhog Day. Senza la vostra straordinaria collaborazione e l’autentica cordialità, questo film non si sarebbe potuto fare. E’ piuttosto raro che un’intera comunità ci accolga nelle loro case e nei loro cuori così come avete fatto voi.

Spero che, quando vedrete il film, vi divertirete guardando la vostra città e che sarete felici di sapere che altre persone intorno al mondo staranno facendo la stessa cosa. Noi, sicuramente, ci siamo divertiti e ci sentiamo privilegiati per aver condiviso tutto questo con voi”.

Grazie di tutto

Harold Ramis

Regista di Groundhog Day

Ramis, da quattro anni, era affetto da vascolite infiammatoria, malattia rara autoimmune che provoca il rigonfiamento dei vasi sanguigni. Noi, inguaribili nostalgici, vogliamo ricordarlo con una delle sue frasi più celebri, riportata oggi dal New York Times:

We represent the underdog as comedy usually speaks for the lower classes, we attack the winners

Noi rappresentiamo i perdenti così come la commedia parla per le classi più deboli, noi attacchiamo i vincitori

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Marco Berton

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