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È uscito “Vietato dire non ce la faccio”, primo libro di Nicole Orlando

Vietato dire non ce la faccio dovrebbe essere un monito per tutti gli sportivi. Parlando di persone con disabilità, questa frase assume un significato e un valore ancora più importante. Da qualche giorno, è diventato anche il titolo della prima fatica letteraria di Nicole Orlando (scritta con Alessia Cruciani), atleta con sindrome di Down salita alla ribalta delle cronache qualche mese fa dopo aver conquistato quattro medaglie d’oro e una d’argento nell’atletica ai Campionati IAADS in Sud Africa (e di cui avevamo parlato qui).

Dopo i successi sportivi, gli elogi pubblici del Presidente della Repubblica Mattarella e del Presidente del Consiglio Renzi, l’incontro con Papa Francesco, è arrivato il momento del libro: un altro passo importante nella carriera di Nicole, che a soli 23 anni si trova a dover una notorietà e una fama in continua ascesa, culminata con la partecipazione allo show televisivo Ballando con le stelle. Davvero niente male! In Vietato dire non ce la faccio, uscito il 5 ottobre per la collana Il Battello a Vapore di Edizioni Piemme (€ 16), Nicole racconta la propria vita, vissuta con un’unica, grande certezza: provarci sempre, senza paura.

Vietato dire non ce la faccio è un libro dove vengono approfondite tematiche come l’amore, la famiglia, la scuola e il lavoro dal punto di vista di una persona che si definisce controvento, diversa ma che non vorrebbe cambiare. A fungere da filo conduttore, e non potrebbe essere altrimenti, c’è lo sport (atletica, nuoto, danza, basket, tennis, pallavolo, tennistavolo), da sempre prepotentemente presente nel quotidiano di Nicole. Uno dei suoi punti di forza è, senza ombra di dubbio, il linguaggio utilizzato: semplice e accessibile, impregnato dell’ottimismo e della simpatia che contraddistinguono Nicole nelle sue ormai frequenti uscite pubbliche, in tv e non solo.

Vietato dire non ce la faccio è anche un libro che ci regala, come ricorda il giornalista Claudio Arrigoni nel proprio articolo su Gazzetta.it, diverse citazioni che rendono bene l’idea sulla visione del mondo di Nicole Orlando, come “Già vivere controvento è complicato, almeno insegnami la strada giusta”, “Con la Bestiaccia e Carolingia, che poi sono i mie fratelli, io ci sto proprio bene”, “È necessario ribaltare le prospettive e mettere da parte i luoghi comuni: per noi la vita è possibile! E non ne vogliamo una straordinaria, ci basta far vedere quanto sia meravigliosa la nostra normalità”, “Perché è vero che sono diversa, ma non vorrei mai essere diversa da così”.

In chiusura, ci teniamo ad aggiungere una postilla: le storie come quella di Nicole fanno bene, ma possono diventare straordinarie se contribuiscono a fare da cassa di risonanza per mille altre storie, magari meno belle, che coinvolgono tutte quelle persone con disabilità che vivono la quotidianità tra tante barriere, più o meno impegnative, in famiglia come a scuola, nello sport come a lavoro.

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Marco Berton

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