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Elezioni USA: le proposte per gli elettori disabili

Abbiamo analizzato le campagne elettorali dei due candidati alla presidenza americana (Donald J. Trump e Hillary Clinton): cosa cambierà per le persone con disabilità negli Stati Uniti?

Manca poco all’Election Day (8 novembre 2016, ndr), il giorno in cui verrà deciso il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America: un evento che porterà con sé una eco fortissima in tutto il mondo. La nostra attenzione si è focalizzata su proposte e promesse fatte in questi mesi di campagna elettorale a favore della popolazione con disabilità, da parte dei due papabili presidenti: il repubblicano Donald J. Trump e la democratica Hillary Clinton, i quali sono stati scelti tra tutti gli altri candidati per una questione di maggioranza di voto.

COSA DICE DONALD TRUMP – Nonostante il fantasma dello sfottò ai danni del giornalista con disabilità Serge F. Kovaleski e le sue “giustificazioni”, il candidato repubblicano cerca di ripartire puntando sulla rinascita economica globale come “toccasana per tutte le classi sociali”. Nei suoi dibattiti Trump non ha fatto riferimento a piani specifici per le persone con disabilità ma a benefici ad effetto cascata: se le grandi imprese possono tornare ad investire sul proprio territorio, i benefici ci saranno per tutti. La sua strategia sembra voler far ripartire le grandi imprese come una grande motrice che guida tutti gli altri vagoni dietro di sé: serve razionalità e non progetti utopistici.
Punto dolente, quello sull’assistenza medica (la “Patient Protection and Affordable Care Act” meglio conosciuta con il nome di Obamacare, tema centrale per le famiglie e persone con disabilità) che Trump critica duramente: ha sì portato benefici a più pazienti malati e a chi si prende cura di loro, ma d’altro canto ha causato enormi danni alla sanità, pagati dai singoli cittadini. Secondo l’ottica di Donald Trump il sistema va rivoluzionato e privatizzato, senza far alcun passo indietro (ovvero senza schiacciare nuovamente i malati con ulteriori spese). È proprio il sistema attuale ad aver provocato debiti e danni economici, secondo il candidato repubblicano: il suo slogan “make America great again”, punta proprio ad un ritorno al benessere che è stato minato da scelte sbagliate del passato e che ha portato, di conseguenza, al peggioramento di molte classi sociali (comprese quelle con disabilità).

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Data: 07/11/2016

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