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Elisir e speranze contro le barriere alla disabilità

In Italia quasi due strutture sanitarie su tre non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere e oltre il 78% degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale.

L’attesa al pronto soccorso, come un esame invasivo per diagnosticare una malattia o la degenza in reparto rappresentano situazioni che producono disagi per qualsiasi paziente, ma che  si trasformano in un vero e proprio ostacolo per chi vive in una condizione di fragilità. Sono queste  le cosiddette “barriere sanitarie”, particolarmente presenti nelle regioni del sud.

E’ quanto emerge dall’Indagine conoscitiva sui percorsi ospedalieri per le persone con disabilità, realizzata dalla onlus Spes contra spem, in partenariato con l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in collaborazione con la Fondazione Ariel e con il contributo di Fondazione Umana Mente del Gruppo Allianz.

Ne parla ai nostri microfoni Nicola Panocchia, coordinatore scientifico Progetto “Carta dei diritti delle Persone con disabilità in Ospedale” di Spes contro spem.

Rimanendo in tema di barriere e accoglienza, Roma potrà definirsi Capitale “sense-able” solo quando sarà in grado di garantire a tutti i suoi cittadini l’accesso in totale autonomia ai beni e ai servizi della città.

Per contribuire attivamente a questa trasformazione, proprio a Roma è nato E-lisir, (Evoluzione Lingua dei Segni Italiana con Interprete in Rete), un innovativo sistema di video che permette gratuitamente da circa un anno a più di cento cittadini romani sordi di affrontare la parte amministrativa o, semplicemente, quotidiana della propria vita, comunicando senza interpreti o accompagnatori al seguito.

Ai nostri microfoni, per illustrarne l’idea alla base e il funzionamento, Marta Meschini, una delle ideatrici e responsabile del progetto E-lisir.

Fonte: radiovaticana.va

(s.c./l.v.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?