Smart City - Tre settimane alla scoperta di Torino

Elisir&Parloma: la comunicazione per tutti!


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IMG_0990Oltre ad aver scoperto con estrema sorpresa che dietro casa, ben nascosto tra pile di edifici e palazzi, esiste un piccolo polmone verde che sfida le dure leggi dello strato cementifico cittadino – Officina Verde Tonelli , 8mila m2, aperta al pubblico, ricca di piantagioni floreali, serre, orti e un frutteto – scopro con piacere che la fuga di cervelli all’estero non ha poi fatto piazza pulita sul nostro territorio e che comunicare toccandosi, si può, si sa!

Comunicare toccandosi a distanza, anche si può e non tutti lo sanno!

Per i più maliziosi questo non ha niente a che fare con palpatine e sguardi languidi.
Ne sanno qualcosa i 4 geni del politecnico – selezionati come i migliori studenti del Politecnico di Torino tra l’altro – che sabato 1 giugno hanno presentato due progetti davvero ambiziosi, Parloma ed Elisir, vincitori del bando nazionale del ministero dell’istruzione.
Marco Indaco, caposquadra del super quartetto, ci presenta Parloma e ci indica come, sfruttando la tecnologia nel modo migliore, sia possibile far comunicare a distanza persone affette dalla Sindrome di Usher, una patologia che causa sordità dalla nascita e una progressiva perdita della vista fino alla completa cecità. Ne consegue un totale isolamento dalla società. Queste persone comunicano tra di loro toccandosi, utilizzando le mani e le dita come codici, ma per fare ciò devono incontrarsi fisicamente. La comunicazione a distanza è totalmente nulla, inutile l’utilizzo di cellulari, computer o telefoni.

Proprio qui entra in gioco Parloma, con l’idea di creare una mano robotica in grado di captare informazioni inviate dal mittente tramite una piattaforma digitale e permettere al destinatario di captare il messaggio e interagire.
Un po’ come il joystick dei videogiochi di nuova generazione, avete presente la Nintendo Wii?

Elisir invece è rivolto all’inclusione delle persone sorde nel sistema culturale italiano.
La Lis e una lingua viso-spaziale, con una grammatica completamente diversa da quella italiana. Quindi nella maggior parte dei casi, una persona sorda non sempre è in grado di leggere in italiano. Elisir prevede la realizzazione di una video guida con un interprete virtuale in grado di tradurre testi scritti.

Un sabato pomeriggio impegnativo ma stimolante. Argomenti piuttosto cervellotici per me che arrivo da un background letterario, ma non per le vecchine che mi han fatto compagnia durante la conferenza. Così interessate all’argomento e così coinvolte. Non capivano molto in realtà, ogni tanto uscivano frasi o parole a caso, ma era sorprendente leggere nei loro occhi e tra le loro parole la speranza e la soddisfazione che provano nei confronti di questi ragazzi che, invece di fuggire dall’Italia, si battono per rimanere nella loro terra inventandosi qualcosa di buono e socialmente utile. Bravi ragazzi.

Non nego di essermi sentita un po’ ignorantella al cospetto di questi giovani talentuosi, ma d’altra parte sarà proprio l’ambizione e la bravura di questi giovani e di chi come loro si batte per un sogno, a risollevare le sorti del nostro paese e a non farci smettere di sperare.

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Stefano Martino

Stefano Martino

Non sono mai stato bravo nelle presentazioni. Non sarebbe un problema se ciò si riferisse solo al passato e….se non fosse che è difficile diventarlo tutto ad un tratto.

Mi chiamo Stefano, classe 1988, ed un lavoro come educatore dopo una gioventù spesa tra sport ed animazione di stampo oratoriano.

Dopo un liceo scientifico tra alti e bassi, un anno di Giurisprudenza basta per convincermi che non esistono prove sufficienti per procedere con la strada da avvocato. Fascicolo dunque chiuso ed archiviato.

Nel mentre, assieme con altri, mi impegno nel fondare un’associazione sportiva a carattere totalmente volontario, costruita per e con i giovani,la A.S.D. Polisportiva San Donato, che quest’anno festeggia i sei anni di attività e della quale nel tempo ricopro le cariche di Consigliere del Direttivo, Allenatore di Minibasket, Allenatore di Calcio.

Amo lo sport…è per me luogo non solo di divertimento, ma di integrazione, di valori sani, di relazioni vere, di rispetto e fiducia.

Il piacere di stare a contatto con le persone, di ricercare progetti sempre nuovi tra le varie esperienze di volontariato ed il semplice viver quotidiano, insinua nella mia mente il dubbio che la retta via conduca al vasto mondo del sociale.

Ancora restio ed incerto mi decido ad aderire al bando per il Servizio Civile Nazionale grazie al quale vengo selezionato per la Redazione di Passepartout.

Insomma, quel che è accaduto è che l’esperienza di Servizio Civile mi ha aperto gli occhi donandomi chiari orizzonti sul mio futuro professionale. Iscritto poco dopo a Scienze dell’Educazione avvio cosi la mia carriera da Educatore ora impegnata nella Cooperativa Mirafiori.

L’incontro con Volonwrite, avvenuto nell’anno di Servizio Civile, è stato illuminante e sconvolgente. L’interazione con persone meravigliose e progetti appassionanti mi ha inevitabilmente legato all’Associazione facendomene innamorare.

Dopotutto quell’approccio gioioso e curioso che Volonwrite possiede nel suo Dna è un po’ quello che mi ha sempre accompagnato ed in cui ho sempre creduto.

Amo Volonwrite ed amo il suo costante impegno in una comunicazione sincera e briosa dalla voce accogliente e dal cuore orientato ad una sempre maggior integrazione, ad un senso forte di comunità dove è riconosciuta l’irripetibilità e l’unicità di ogni individuo, stella luminosa di una costellazione che ci unisce tutti nell’essere persone. Stella quadrata, tonda o a punte, grande o piccola, in carrozzina o meno, non fa differenza, l’importante è che possa risplendere.

Dopo due anni di lontananza per altri impegni lavorativi, dall’anno scorso mi sono aggregato nuovamente all’allegra combricola….e difficilmente me ne separerò.

Urca Urca Tirulero….!!!!!!

Ops…scusate forse son stato troppo sintetico…!

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