Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

di Niccolò Ghirardi

Venerdì 29 Marzo 2019 l’Associazione torinese per Orientatori e Formatori coordinata da Paola Merlino, Federmanager Minerva, Annalisa e Francesca Goria hanno portato all’attenzione di un folto e molto coinvolto gruppo di addetti ai lavori l’illustrazione e l’analisi di un percorso di orientamento precoce rivolto a bimbi della Scuola dell’Infanzia e di quella primaria, avente ad oggetto il trinomio lavoro, questione di genere e pari opportunità.

L’insieme composito dei materiali per la didattica laboratoriale che è stato presentato è venuto alla luce con la collaborazione molto attiva della Città Metropolitana di Torino; per questo motivo la mattinata di confronto è avvenuta nella sua Sala dei Comuni di corso Inghilterra. Tra i principali obiettivi del convegno c’è quello di riflettere in modo organico sui significati legati all’Orientamento, con lo scopo di condurre i bambini, attraverso un metodo del tutto simile a quello proposto da Socrate mediante la figura della levatrice, a riflettere sul fatto che le donne potrebbero ricoprire dei ruoli di grandissima responsabilità attualmente invece ricoperti, nella maggior parte delle situazioni, da uomini.

Evolvere come Paese da questo punto di vista significa provare a sconfiggere la mentalità oggi troppo diffusa in Italia, secondo cui la maternità può essere un ostacolo per l’alta professionalizzazione della donna. Il sentire comune degli italiani è questo perché il nostro mercato del lavoro non è sufficientemente incentrato sul concetto di competenza. I programmi scolastici d’altro canto non spingono in questa direzione. Tra le altre finalità dell’Orientamento scolastico vi è senza dubbio quella di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica attraverso attività sportive di gruppo, e anche quella, rivolgendo l’attenzione a giovani adulti oppure ad adolescenti, di lavorare in modo che questi tengano presente che l’immigrazione ha delle ripercussioni sull’accesso alla formazione e all’attività lavorativa della collettività. Per queste ragioni è importante predisporre momenti orientativi di qualità, i quali sono tali se condotti all’interno di aule, laboratori e palestre appositamente strutturati per questo fine.

Nella società odierna contraddistinta da innumerevoli fragilità, le attività con finalità orientativa hanno anche il compito di mettere in luce che i ruoli di responsabilità si gestiscono meglio attraverso una condivisione valoriale attuata compiendo un’attenta ponderazione di punti di forza e debolezza, che contribuisce a plasmare le risorse di ognuno. Alcune ricerche dimostrano che i sogni sono progetti intrisi di ostacoli. Questi ingredienti possono essere trasmessi al contesto imprenditoriale rendendolo in tal modo arricchente. I processi orientativi, vista la dinamicità degli ambienti professionali, dovranno occuparsi con attenzione della permanenza del lavoratore al loro interno, svincolandosi in misura sempre maggiore dalla fase di transizione da una situazione occupazionale all’altra. Se spostiamo l’attenzione ai ragazzi e alle ragazze che si affacciano al mondo del lavoro si nota che i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia e quella primaria cominciano a formulare delle rappresentazioni sociali della realtà che è necessario rendere immediatamente più strutturate per mezzo di alcune esercitazioni di carattere ludico e didattico. In questo modo si agisce con un graduale rigore pedagogico parametrato all’età del bambino, ai suoi bisogni, attitudini ed inclinazioni che, se adeguatamente e tempestivamente colte, possono contribuire a definire quello che sarà il profilo professionale del futuro adulto. Questo lavoro farà sì che le attività professionali non siano scelte solo sulla base del mero criterio imitativo rispetto al lavoro svolto dai genitori. Una prima identificazione con quei profili comunque non è di per sé errata, purché condotta senza ricorrere ad eccessive ideologizzazioni che possono contribuire a frenare la fondamentale mobilità sociale. L’approccio descritto fa comprendere che i bimbi e le bimbe debbano essere educati alle differenze mediante una pluralità di metodi e linguaggi. Uno di questi è rappresentato dai racconti. Questi attrezzi che entrano a buon diritto nella cassetta dell’orientatore fanno sì che le menti in formazione si liberino da pregiudizi e stereotipi che pure sono normali, ma che è opportuno scalfire immediatamente, anche perché spesso veicolati da libri di testo marcatamente sessisti.

Quelli descritti sono alcuni dei motivi che hanno spinto Paola Merlino, Francesca e Annalisa Goria ad elaborare due prodotti testuali dal titolo: Andrea vuole fare la pirata ed Erica vuole fare la manager . Le due fiabe rivolte a bambini della scuola primaria hanno come tema la questione di genere e la parità dei diritti. I titoli dei testi recano in sè messaggi educativi molto importanti che i progetti di orientamento che utilizzano questi materiali intendono veicolare. Andrea è infatti un nome che in alcune culture (di rado in quella italiana) viene utilizzato per battezzare femminucce ed è stato qui abbinato in questa accezione alla figura tipicamente maschile del pirata. Per ragioni didattiche nel testo al contrario i maschi sono ballerini, ruolo solitamente femminile. La parola Erica, nell’ambito della botanica, designa una pianta che nel lessico tecnico si definisce pioniera e cioè capace di insediarsi su terreni non propriamente ospitali, in quanto derivati da fenomeni naturali come colate laviche o frane e smottamenti. Queste annotazioni sono importanti perché Annalisa e Francesca Goria oltre che di Orientamento si occupano di Educazione Ambientale. Erica vuol fare la manager è la narrazione di un viaggio che è rappresentato con scritti e iconografie, e addirittura nella copertina della dispensa (consegnata ai partecipati al seminario, a cui ho aderito con molto piacere) da una mongolfiera che diventa metafora della vita e della capacità di compiere scelte individuali utilizzando duttilmente molteplici punti di vista. Erica attraversa un insieme composito di ambienti professionali con l’aiuto di conchiglie parlanti che per lei acquisiscono l’identità pragmatica di maestri dall’alto livello culturale e molto competenti nella loro professione. Queste figure aiutano Erica in un’attività riflessiva avente ad oggetto la sua personalità, nonostante la sua giovane età. Le donne che la protagonista incontra sono una ingegnere capo cantiere, la redattrice di un giornale e la direttrice di un’orchestra che specificamente la aiuta a comprendere il significato della parola manager. L’uomo, per codificare la realtà sociale, infatti deve strutturale le sue acquisizioni sensoriali per mezzo di quella che gli psicologi della forma denominano tendenza al completamento. Quest’ultima è una strategia automatica che consente di compiere inferenze e generalizzazioni. Il volume è dunque uno strumento utile all’orientamento di tipo esplorativo, che deve essere utilizzato all’interno di piccoli gruppi operativi e non di
colloqui individuali.

Per migliorare il mondo del lavoro odierno sarebbe opportuno aumentare la presenza dei nidi aziendali per
potenziare la conciliazione famiglia – lavoro delle donne che a un certo punto della carriera lavorativa decidono di diventare madri. Nei curricula della Scuola Secondaria di Secondo grado hanno molta importanza i progetti relativi all’Alternanza Scuola- Lavoro che aiutano i ragazzi a capire che questo mondo è un cammino fatto di tappe non uniformi nè in termini di durata, nè in termini di contenuti. Nonostante questo l’esperienza lavorativa deve essere vissuta dal soggetto in modo totalizzante per progredire prima di tutto come persona, primam ancora che come lavoratore.m Personalmente in questi mesi di assenza di un’occupazione stabile, per mezzo di esperienze di volontariato sto esplorando alcuni ambiti a me poco noti. Infatti mi accingo a seguire lo svolgimento di un laboratorio sui gusti per bimbi con disabilità visiva, accompagnati dai loro genitori in un itinerario giocoso alla scoperta dei cibi. Il laboratorio a cui prenderò parte non ha finalità orientative, ma molti degli elementi emersi in Erica vuole fare la manager mi aiuteranno ad essere un osservatore più attento e consapevole. Concludo ringraziando Paola Merlino per l’opportunità che mi ha dato di partecipare alla presentazione del racconto, sicuro che sarà che solo una tappa di una lunghissima serie di iniziative che condivideremo. Mattinate come quella mi fanno comprendere che la didattica laboratoriale è e sarà sempre più un mio interesse. Avrò la possibilità di capire come svilupparlo al meglio. Apprezzo moltissimo il fatto che Paola sottolinei sempre i miei interventi e la mia presenza. Quelle che mi offre sono tutte occasioni in cui constato l’efficacia del progetto armonico che insieme stiamo progressivamente costruendo per il mio futuro professionale.

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