Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

di Marianna Dell’Abadia

Martedì 26 marzo, al Circolo dei Lettori di Torino, Iacopo Melio ha presentato il suo libro autobiografico “Faccio salti altissimi – La mia storia oltre le barriere tra ruote bucate e amori fuori tempo”. Un libro scritto con spontaneità, sulla propria vita e sulle proprie battaglie, non solo legate alla disabilità: “Da anni ho un blog – ha dichiarato – dove scrivo le mie riflessioni a follower e curiosi: questo libro è l’ennesimo tentativo di mettersi in gioco attraverso le parole e combattere. Di disabilità si parla, in modo triste e compassionevole quando, in realtà, è una cosa “naturale” che rientra nella quotidianità, tra le altre leggerezze e pesantezze della vita”.

Pur ritenendosi una persona banale e molto ironica, Iacopo porta avanti il suo attivismo con la Onlus Vorreiprendereiltreno per sentirsi parte dell’ingranaggio che ridistribuisce la giustizia abbattendo stereotipi e pregiudizi: “Il motivo – ha proseguito – per cui #Vorreiprendereiltreno è banale: vorrei anch’io innamorarmi su un vagone, guardare fuori dal finestrino durante la pioggia come in un film romantico. Se togliessimo le barriere che noi stessi abbiamo costruito la disabilità sparirebbe, mentre spesso tendiamo a confonderla con la malattia: una malattia si affronta, ma ognuno di noi è disabile se messo nelle condizioni di non riuscire ad agire; quelle di “disabile” e “normale” sono solo etichette da superare”.

Il lavoro svolto come attivista, giornalista e comunicatore ha dato una spinta ad investire in visioni e opinioni diverse, allargare la propria percezione e includere sempre maggiori parti della società, disabili e non. Per questo, poche settimane fa, Melio è stato nominato “Cavaliere dell’Ordine al Merito” dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per “l’appassionato contributo alla causa dell’abbattimento delle barriere architettoniche e degli stereotipi culturali”: “Mattarella ha dimostrato – ha ricordato – di riconoscere le persone che lottano quotidianamente per le loro istanze: in un periodo storico in cui essere “disabile” ti preclude l’impegno politico (“Hai ben altri problemi!”) è un grande riconoscimento.”

Nel libro emerge, oltre a un dovere sociale, l’esigenza di impegnarsi in una causa e sentirsi efficaci, di far parte del cambiamento: “La politica – ha concluso – non è una vera e propria passione ma è consapevolezza di sentirsi parte della società, qualcosa da abbracciare se si vuole essere attivi e lottare contro ciò che deve essere cambiato. Fare un viaggio, giocare con i propri fratellini, vedere gli amici, lavorare sono cose che chiunque di noi dovrebbe poter fare, a prescindere dal numero di ruote con cui saltare.”

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