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Facebook vuole curare le malattie con tecnologia e intelligenza artificiale

Zuckerberg e consorte annunciano investimenti di tre miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. E Microsoft vuole eliminare il cancro trattandolo come se fosse un virus informatico

Sul piatto ci sono tre miliardi di dollari, da investire nei prossimi dieci anni, per aiutare scienziati e ricercatori a sviluppare nuovi strumenti per trattare le patologie più diffuse, tra cui infarto, cancro, infezioni e disturbi neurologici. «Saremo in grado di curare, prevenire o gestire ogni tipo di malattia entro la fine del secolo?». È la domanda provocatoria che Mark Zuckerberg ha posto alla platea dell’università della California. E, per rispondere, ha raccontato il nuovo progetto della «Chan Zuckerberg Initiative» con cui il fondatore di Facebook – e consorte – intendono dare un contributo per migliorare la qualità della vita della popolazione mondiale. Con la tecnologia e l’intelligenza artificiale. Li precede di pochi giorni – con un’idea che ha lo stesso obiettivo – Microsoft.

Il corpo umano come un computer

La società di Redmond si concentrerà sulla ricerca contro il cancro. L’ambizione è riuscire a trovare una cura entro i prossimi dieci anni, destinando un’unità di «computazione biologica» alla ricerca. Come? Trattando la patologia come un virus informatico, che invade e corrompe le cellule del corpo. Così basterà riprogrammare i «file» infettati perché guariscano. «I complessi processi che controllano la riproduzione delle cellule hanno molte similarità con quelli all’interno di un computer standard» ha detto Chris Bishop, a capo del laboratorio di ricerca di Microsoft a Cambridge. Quindi, di conseguenza, la stessa macchina potrebbe potenzialmente comprendere il comportamento delle cellule e quindi curarle in caso di «danneggiamento».

La tecnologia a servizio della scienza

Il progetto di Zuckerberg ha un respiro più ampio e coinvolge ogni tipo di nuova tecnologia: «In tutta la storia della scienza, la maggior parte delle rivoluzioni sono state precedute da nuovi strumenti e tecnologie che permettevano di guardare le cose da una nuova prospettiva. Il telescopio ci ha aiutato a comprendere l’astronomia e l’universo, il microscopio ci ha fatto scoprire le cellule e i batteri e quindi sviluppare trattamenti per le malattie infettive, mentre la mappatura del dna ha contribuito alla lotta contro il cancro». Così l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare nella cura dei disturbi neurologici. Gli algoritmi di apprendimento automatico sarebbero utili per analizzare i genomi tumorali e i chip per monitorare i flussi sanguigni e diagnosticare le malattie più velocemente. II fondatore di Facebook e la moglie decidono di creare la «Chan Zuckerberg Initiative» nel 2015, poco dopo la nascita della loro prima figlia Max. Alla causa hanno destinato il 99% delle azioni del social network, valutate 45 miliardi di dollari.Facebook vuole curare le malattie con tecnologia e intelligenza artificiale

Zuckerberg e consorte annunciano investimenti di tre miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. E Microsoft vuole eliminare il cancro trattandolo come se fosse un virus informatico

Sul piatto ci sono tre miliardi di dollari, da investire nei prossimi dieci anni, per aiutare scienziati e ricercatori a sviluppare nuovi strumenti per trattare le patologie più diffuse, tra cui infarto, cancro, infezioni e disturbi neurologici. «Saremo in grado di curare, prevenire o gestire ogni tipo di malattia entro la fine del secolo?». È la domanda provocatoria che Mark Zuckerberg ha posto alla platea dell’università della California. E, per rispondere, ha raccontato il nuovo progetto della «Chan Zuckerberg Initiative» con cui il fondatore di Facebook – e consorte – intendono dare un contributo per migliorare la qualità della vita della popolazione mondiale. Con la tecnologia e l’intelligenza artificiale. Li precede di pochi giorni – con un’idea che ha lo stesso obiettivo – Microsoft.

Il corpo umano come un computer

La società di Redmond si concentrerà sulla ricerca contro il cancro. L’ambizione è riuscire a trovare una cura entro i prossimi dieci anni, destinando un’unità di «computazione biologica» alla ricerca. Come? Trattando la patologia come un virus informatico, che invade e corrompe le cellule del corpo. Così basterà riprogrammare i «file» infettati perché guariscano. «I complessi processi che controllano la riproduzione delle cellule hanno molte similarità con quelli all’interno di un computer standard» ha detto Chris Bishop, a capo del laboratorio di ricerca di Microsoft a Cambridge. Quindi, di conseguenza, la stessa macchina potrebbe potenzialmente comprendere il comportamento delle cellule e quindi curarle in caso di «danneggiamento».

La tecnologia a servizio della scienza

Il progetto di Zuckerberg ha un respiro più ampio e coinvolge ogni tipo di nuova tecnologia: «In tutta la storia della scienza, la maggior parte delle rivoluzioni sono state precedute da nuovi strumenti e tecnologie che permettevano di guardare le cose da una nuova prospettiva. Il telescopio ci ha aiutato a comprendere l’astronomia e l’universo, il microscopio ci ha fatto scoprire le cellule e i batteri e quindi sviluppare trattamenti per le malattie infettive, mentre la mappatura del dna ha contribuito alla lotta contro il cancro». Così l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare nella cura dei disturbi neurologici. Gli algoritmi di apprendimento automatico sarebbero utili per analizzare i genomi tumorali e i chip per monitorare i flussi sanguigni e diagnosticare le malattie più velocemente. II fondatore di Facebook e la moglie decidono di creare la «Chan Zuckerberg Initiative» nel 2015, poco dopo la nascita della loro prima figlia Max. Alla causa hanno destinato il 99% delle azioni del social network, valutate 45 miliardi di dollari.

Fonte: corriere.it

(s.c./s.f.)

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Simone Croce

Simone Croce

Mi chiamo Simone, sono nato nel 1990 e mi definiscono il cuore sportivo del gruppo: non c’è disciplina sportiva – olimpica e paralimpica – di cui non abbia notizia in merito a punteggi, giocatori, livelli in classifica.

Nell’ultimo anno, mi sono lanciato in una nuova avventura di speaker radiofonico e conduttore di video interviste scoprendo un lato di me ironico e socievole.

Sulla redazione di articoli ancora ci sto lavorando… non a caso il mio soprannome è quello di “uomo sintesi”….. ce la farò (e ce la faranno i miei colleghi Volonwrite!) a cavarmi più di due righe?