Associazione Volonwrite

Comunicazione Sociale sulla Disabilità

280_0_3781573_438818Dopo il declino di Second Life, il mondo si è accorto che le persone non intendono rinunciare ad una vita tangibile. Lo sviluppo delle tecnologie permette di organizzare i dati sparsi nello spazio e restituirli tramite interfacce virtuali, contribuendo alla così detta “realtà aumentata”, ma senza perdere le radici con la vita quotidiana.

Un esempio lampante è il cruccio che tormenta Google.

Dopo aver inventato i primi occhiali con processore incorporato, il marchio più famoso della rete si chiede se la vanità delle persone non sarà la causa del fallimento del loro prodotto.

Per questo, la Torino Smart City non perde occasione di sottolineare il suo legame con i territori.

Giovedì 30 maggio è stato presentato, all’interno della VI Commissione della Circoscrizione 9, il progetto First Life, nato dalla collaborazione tra Daniele Rispoli, Alice Ruggeri e Alan Perotti.

L’idea dei tre giovani, ricercatori e dottorandi, si concretizza in un ambiente virtuale votato al rafforzamento delle relazioni comunitarie sul territorio. Nella pratica, un sito web e un’APP per dispositivi mobili permetteranno la socializzazione di informazioni relative ad una specifica area della nostra città.

I pilastri del progetto possono essere individuati in quattro linee guida.

  1. In primis, l’ambiente virtuale seleziona le informazioni tramite un metodo di geolocalizzazione. Chi si troverà in un determinato luogo riceverà notifiche, avvisi o notizie inerenti allo spazio che sta attraversando. L’esempio portato ai consiglieri è la ricerca di un gatto smarrito, che il padrone potrà effettuare lanciando un appello virtuale agli utenti registrati, i quali devono essere presenti in un determinato raggio di comunicazione
  2. Il secondo pilastro è l’aumento delle relazioni tra i cittadini. Socializzando problemi e informazioni, i cittadini dovrebbero essere portati alla creazione di reti, costruite non solamente sull’interazione, ma anche sulla fiducia. Un sistema di feedback sugli utenti, simile alle recensioni di e-bay, è la soluzione ideata per le segnalazioni mendaci o fuorvianti.
  3. Un ulteriore perno su cui ruota First Life è l’investimento dell’amministrazione negli open data, termine legato alla trasparenza e fruibilità dei dati pubblici. Gli input provenienti dai data base di pubblico dominio, potranno essere processati e legati alle segnalazioni degli utenti della piattaforma. In tal modo, oltre alla facilitazione delle soluzioni, è anche favorito lo sviluppo di un giornalismo di indagine indipendente, che espanda il potenziale delle attuali testate locali.
  4. A completare il poker di pilastri, l’ottimizzazione delle interazioni tra i cittadini e le istituzioni locali gioca un ruolo fondamentale per l’aumento della democraticità. Attraverso la piattaforma, infatti, gli utenti possono mettere in risalto le problematiche più sentite, esercitando un potere di “lobby”  sugli amministratori. Inoltre, la forte innovazione dell’ambiente virtuale è che i thread (argomenti fulcro) delle discussioni evolvono con i contenuti degli interventi. Dall’altro lato della barricata, la Giunta e la Circoscrizione hanno un ulteriore canale per monitorare l’opinione pubblica dei residenti. Gli ideatori si sono spinti oltre, dichiarando che la piattaforma può favorire la democrazia diretta, volendo essere meno ottimisti, si può intravedere un’ottima occasione di cittadinanza attiva.

Durante la presentazione alla Commissione, alcuni commissari e consiglieri hanno interpellato gli ideatori sulle criticità del progetto. Il consigliere Mauro ha messo in luce la scarsa accessibilità per le fasce anziane, ostacolo che il team di First Life sta cercando di superare differenziando i canali. Il commissario Rosta ha, invece, fatto presente una mancanza generale di infrastrutture nella comunicazione che non comportino costi.

La replica degli ideatori ha sottolineato come,a livello personale, l’attivismo civico sia un ottimo investimento. Proprio sulla mancanza di  partecipazione pubblica ha, infine, insistito il Commissario Venere, il quale sottolinea lo scarso successo avuto da altri esperimenti come le lettere aperte da pubblicare sul periodico Informa9.

Il tema caldo dei costi, su interpellanza di una consigliera, è stato giustificato dall’esistenza di un dettagliato Business Plan, che ha pesato per il 33% sulla valutazione della commissione finanziatrice, costituita a livello europeo.

Dalla presentazione ai cittadini, e dal dibattito che ha protratto l’evento per più di novanta minuti, si è delineato, in conclusione, un innovativo progetto di partecipazione pubblica. Come ha rilevato l’intervento di uno dei consiglieri, il successo o il fallimento di First Life sarà determinato dal numero di utenti attivi che vi parteciperanno. L’esito della sperimentazione sarà anche un ulteriore occasione per interrogarsi sul senso civico dei cittadini e sul rapporto che esso intrattiene con le nuove tecnologie.

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